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La tempistica della nutrizione

Il ruolo della nutrizione nella salute, nelle prestazioni e nel microbioma intestinale degli animali da allevamento rimane in gran parte inesplorato.

  • Quando mangiamo conta: la ricerca sulla nutrizione mostra sempre più che la tempistica dei pasti può influenzare il metabolismo quasi quanto ciò che mangiamo.
  • La cronobiologia degli animali da allevamento rimane in gran parte inesplorata: suini, bovini e pollame condividono con gli esseri umani la stessa architettura circadiana e gli stessi assi ormonali.
  • La tempistica dei pasti può influenzare il microbioma intestinale: comprendere questi ritmi potrebbe aprire nuove strade per migliorare l’efficienza alimentare e la salute intestinale negli animali da allevamento.

C’è una scoperta che negli ultimi anni si è diffusa nella medicina e nella scienza della nutrizione, entrando persino nel linguaggio quotidiano: “quando” mangiamo conta, dal punto di vista metabolico, quasi quanto “cosa” mangiamo. La cronobiologia della nutrizione ha accumulato in due decenni un’impressionante mole di ricerca sugli esseri umani, dal digiuno intermittente alla sincronizzazione dei pasti con i cicli luce-buio. Eppure, se si varca la porta di una stalla e si pone la stessa domanda, cioè “a che ora mangia questo animale e cosa succede se questa tempistica viene alterata?”, ci si trova di fronte a un campo di ricerca quasi del tutto inesplorato.


Dagli esseri umani agli animali da allevamento — e ritorno

Il trasferimento delle conoscenze scientifiche dagli esseri umani alle specie da allevamento è stato enormemente importante e continuerà a esserlo per questo settore. Ma è necessario sottolineare che non si tratta di una strada a senso unico: per esempio, le tecniche di sincronizzazione dell’estro e di trasferimento embrionale, sviluppate nei bovini per rispondere alle esigenze del miglioramento genetico, hanno fornito il modello concettuale da cui è nata la medicina riproduttiva umana, una genealogia che la pratica clinica tende a dimenticare, ma che gli scienziati animali conoscono bene.

Tornando al campo della nutrizione e della cronobiologia, suini, bovini e pollame condividono con gli esseri umani la stessa architettura circadiana e gli stessi assi ormonali. Un animale ospitato in un capannone con illuminazione artificiale costante e accesso continuo al mangime vive in uno stato di potenziale desincronizzazione cronica tra il proprio orologio biologico e i segnali ambientali. La variabilità inspiegata delle prestazioni tra animali geneticamente omogenei alimentati con la stessa dieta potrebbe nascondere una componente cronobiologica che è stata sistematicamente trascurata. Questa linea di ricerca mira a scoprire gli effetti della cronobiologia del microbioma.


Il microbioma e la tempistica dei pasti

Studi recenti sugli esseri umani mostrano che le comunità batteriche intestinali oscillano ritmicamente nel corso delle ventiquattro ore, modificando la propria composizione e attività metabolica in sincronia con la tempistica dei pasti. Interrompere questa sincronia, come accade nei lavoratori a turni, impoverisce la diversità microbica e compromette la funzione immunitaria e digestiva.

Nell’allevamento animale, dove il microbioma intestinale è riconosciuto come un determinante cruciale dell’efficienza alimentare e della salute intestinale, nessuno si è ancora chiesto se i protocolli di alimentazione notturna o continua possano destabilizzare involontariamente proprio l’ecosistema che costosi probiotici e prebiotici mirano a ottimizzare. È una domanda semplice che merita una risposta. Solo negli ultimi anni hanno iniziato a emergere studi con risultati promettenti. Sentiremo parlare molto di più di questo.

Fonte: Newsletter EAAP n.295

Andrea Rosati è una figura affermata nel campo della scienza zootecnica, che combina risultati accademici con una vasta esperienza di gestione internazionale. Dopo aver studiato Scienze Animali all'Università di Perugia, ha conseguito il Master e il Dottorato di Ricerca negli Stati Uniti. Ha trascorso anni in ruoli nazionali e internazionali gestendo la registrazione delle prestazioni, le valutazioni genetiche e gli standard normativi globali. Come professore, ha insegnato statistica nelle facoltà di veterinaria in università italiane e ha co-gestito numerosi progetti di ricerca finanziati dall'UE. Ha co-fondato quattro riviste scientifiche, è autore di numerosi articoli e organizza conferenze, webinar e workshop in tutto il mondo. Dirige da più di 20 anni la Federazione Europea di Scienze Animali (EAAP) e l'Associazione Mondiale per la Produzione Animale. Ampiamente rispettato, fornisce spesso consulenza su agricoltura, innovazione dell'allevamento e sicurezza alimentare globale.