TOP

FAO: approvato il Piano d’Azione Globale per la trasformazione sostenibile del settore zootecnico

Con l’adozione del nuovo piano d’azione, la FAO offre ai singoli Paesi una guida per accelerare la transizione sostenibile della filiera zootecnica e valorizzare il ruolo delle proteine animali nei sistemi alimentari. L’obiettivo è duplice: garantire alimenti nutrienti e sicuri a una popolazione mondiale in crescita e, contemporaneamente, sostenere le aziende agricole nell’adozione di buone pratiche per il clima, la biodiversità e il benessere animale, trasformando le sfide ambientali in opportunità di crescita economica e sociale.

  • Accordo storico della FAO: stipulato il primo piano d’azione globale per guidare la transizione sostenibile della zootecnia, valorizzando il suo ruolo strategico per la sicurezza alimentare.
  • I quattro pilastri del Piano: al centro del piano ci sono la sicurezza alimentare, il benessere degli animali (approccio One Health), il sostegno ai piccoli allevatori e la lotta al cambiamento climatico.
  • Nessun obbligo, ma linee guida chiare: il documento non impone vincoli rigidi, ma invita ogni Paese a predisporre piani d’azione su misura per il proprio territorio.

Il settore zootecnico globale ha una nuova e autorevole bussola per affrontare le sfide della sostenibilità. Nel corso della 30ª Sessione del Comitato per l’Agricoltura (COAG) della FAO, tenutasi lo scorso luglio, i Paesi membri hanno infatti adottato il Global Plan of Action for Sustainable Livestock Transformation (GPA). Si tratta del primo piano d’azione globale interamente dedicato alla trasformazione sostenibile del comparto, sviluppato in linea con il Quadro Strategico FAO 2022–31, che mira a supportare la trasformazione verso sistemi agroalimentari più efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili.

Perché un piano globale per la zootecnia, e perché ora

Questo traguardo è arrivato al termine di un percorso negoziale avviato solo due anni fa, nel 2024, su richiesta del Sotto-Comitato FAO per l’allevamento. Da quel momento, l’Organizzazione ha guidato un processo di consultazione che ha visto il coinvolgimento attivo di tutti gli attori del settore e ha gettato le basi per l’accordo definitivo sul testo, raggiunto nel marzo 2026 durante i negoziati della Terza Sessione del Sotto-Comitato. Il documento finale è stato poi presentato alla Quarta Sessione di giugno a Roma, per essere infine adottato ufficialmente a luglio.

Il contesto in cui nasce il GPA è quello di una domanda mondiale di proteine animali in costante crescita, come afferma la FAO, spinta dall’aumento della popolazione – che secondo le stime toccherà i 10 miliardi di persone entro il 2050 – e dai processi di urbanizzazione e crescita del reddito nei paesi in via di sviluppo, aspetti che hanno reso la zootecnia uno dei comparti agricoli a più rapida ascesa negli ultimi anni.

Il documento FAO che accompagna l’adozione del piano (COAG:LI/4/2026/2) descrive la doppia natura di questo settore, sospeso tra opportunità e complesse sfide. Da un lato, esso rappresenta una risorsa importante per la sicurezza alimentare e la nutrizione globale e svolge inoltre un ruolo chiave nello sviluppo delle aree rurali: stimola la crescita economica, riduce la povertà e migliora i mezzi di sussistenza delle famiglie nei Paesi a basso reddito, per le quali spesso costituisce l’unica fonte di guadagno.

Dall’altro, emergono le criticità ambientali legate ad una rapida espansione non adeguatamente gestita, che rischia di compromettere le risorse naturali, la biodiversità, la salute pubblica e il clima.

Ed è proprio in questo equilibrio tra opportunità e criticità che si inserisce il GPA: non un documento vincolante, ma – come sottolineato dalla FAO – un quadro di riferimento volontario, pensato per essere adattato ai diversi contesti produttivi, dai grandi allevamenti industriali ai sistemi pastorali estensivi.

Come ha dichiarato Thanawat Tiensin, Assistant Director-General della FAO e Direttore della Divisione Produzione e Salute Animale: “È un traguardo importante per la FAO e per tutti gli attori del settore zootecnico. Ora è il momento di agire, insieme, trasformando il Piano d’Azione Globale in soluzioni concrete e costruendo un futuro più efficiente, inclusivo e resiliente per i sistemi zootecnici.”

I quattro pilastri del Piano

Il documento si articola su 4 aree prioritarie, 17 priorità strategiche e ben 85 azioni concrete volte a coniugare le tre dimensioni inscindibili della sostenibilità: economica, sociale e ambientale.

  1. Sicurezza alimentare, nutrizione e diete sane. Il piano ribadisce il ruolo cruciale degli alimenti di origine animale terrestre (TASF)  definiti come fonti  di nutrienti fondamentali in diverse fasi della vita. Per massimizzare il contributo, la strategia punta innanzitutto a rafforzare la sicurezza igienico-sanitaria lungo la filiera. Al contempo, promuove la disponibilità e l’accesso a tali alimenti sostenendo anche la produzione locale e valorizzando i piccoli allevatori e le aziende familiari. L’obiettivo è garantire mercati equi e trasparenti affinché il cibo sia accessibile anche alle fasce di popolazione più vulnerabili. Infine, prevede l’adozione di soluzioni tecnologiche e infrastrutturali innovative per ridurre le perdite e gli sprechi alimentari. Questa misura preserva il valore nutrizionale dei prodotti, abbatte i costi e ottimizza l’uso di risorse naturali preziose.
  2. Migliori mezzi di sussistenza e crescita economica inclusiva. Il rafforzamento del settore zootecnico si basa sull’assicurare ai produttori un accesso equo a risorse, mercati, credito e servizi. Al fine di costruire un comparto resiliente, il piano prevede la protezione delle comunità rurali, pastorali e indigene dagli shock climatici e dalle epidemie, combinando sistemi di allerta precoce e strumenti di gestione del rischio con il miglioramento dell’efficienza produttiva. Il GPA punta inoltre a promuovere condizioni di lavoro dignitose, l’inclusione sociale e il ricambio generazionale, valorizzando il ruolo e la partecipazione attiva di donne e giovani.
  3. Salute animale attraverso l’approccio “One Health”. La salute animale, affrontata tramite l’approccio integrato “One Health”, pone come priorità la prevenzione e il controllo delle malattie transfrontaliere. Il piano promuove buone pratiche di gestione per ridurre l’uso di farmaci e contrastare l’antimicrobico-resistenza. Al contempo, si spinge per la promozione attiva del benessere animale, considerato un fattore chiave strettamente connesso sia all’incremento della produttività sia alla tutela della salute pubblica.
  4. Uso sostenibile delle risorse naturali, azione climatica e biodiversità, evidenzia come gli allevamenti possano e debbano essere parte attiva della soluzione contro il cambiamento climatico. Il piano valorizza la gestione sostenibile, la conservazione e il ripristino di pascoli e praterie per favorire il sequestro del carbonio nel suolo nonché ridurre e invertire il degrado del territorio. Sul fronte climatico, la strategia punta a bilanciare la mitigazione delle emissioni di gas serra con misure che tutelino i mezzi di sussistenza dei produttori, sfruttando la ricerca genetica e nutrizionale. Viene inoltre incentivata l’integrazione nella zootecnia dei principi dell’economia circolare e della bioeconomia (ad esempio, l’uso di sottoprodotti alimentari come mangimi o la trasformazione dei reflui zootecnici in bioenergia e fertilizzanti).

Infine, il piano promuove la tutela della biodiversità e dei servizi ecosistemici attraverso la salvaguardia delle risorse genetiche animali e la conservazione delle razze locali, in sinergia con i principali quadri globali sulla biodiversità e riducendo al minimo gli impatti negativi sulle aree naturali protette.

Cosa cambia adesso: dal piano globale ai piani nazionali

L’adozione del GPA da parte del COAG non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase. Il documento tecnico FAO chiarisce che i Paesi membri sono ora invitati a sviluppare o adattare Piani d’Azione Nazionali o strumenti politici equivalenti, calibrati sulle specificità di ciascun contesto produttivo e istituzionale.

La FAO, dal suo canto, si è impegnata a supportare questo processo attraverso assistenza tecnica ai governi, sviluppo di linee guida operative e monitoraggio periodico dei progressi, che verrà presentato regolarmente nelle sessioni del Sotto-Comitato per l’allevamento.

Per l’Italia e per l’Unione Europea, dove il dibattito sulla sostenibilità della zootecnia è particolarmente acceso, il GPA rappresenta un riferimento importante: non impone obblighi diretti, ma offre una cornice condivisa a livello internazionale su cui costruire policy nazionali coerenti con gli impegni già assunti in sede di accordi multilaterali sul clima e la biodiversità.

Letizia Palmisano è una giornalista freelance specializzata su temi ambientali e sui new media, quali i social network. La sua attività professionale spazia dal giornalismo alla consulenza nel mondo della comunicazione 2.0. Co-ideatrice del premio Top Green Influencer. È co-fondatrice della FIMA e fa parte del comitato organizzatore del Festival del Giornalismo Ambientale. Nel comitato promotore del Green Drop Award, premio collaterale alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2018 ha vinto il prestigioso Macchianera Internet Awards per l'impegno nella divulgazione dei temi legati all'economia circolare. Il suo blog è www.letiziapalmisano.it