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Chi mangia carne ha un’aspettativa di vita più alta

Nonostante ci sia chi ama ripetere che la carne fa male alla salute, una nuova ricerca condotta in ben 175 nazioni riconferma il contrario.

Interessante il Veganuary, trovata mediatica per aumentare le vendite di cibi iper-processati “plant-based”, ma ancora più interessante è sapere che il consumo di carne aumenta l’aspettativa di vita: è quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of General Medicine, che ha analizzato la relazione tra consumo di carne e aspettativa di vita in 175 Paesi in tutto il mondo. Il legame tra alimentazione e aspettativa di vita ha da sempre attirato l’attenzione dei consumatori e la comunità scientifica da anni cerca di trovare delle risposte e scoprire il segreto di una vita più lunga e in salute. Questa nuova analisi ha rivelato un risultato che sfida idee preconcette, in quanto è emersa una correlazione positiva tra il consumo di carne e l’aspettativa di vita media della popolazione, statisticamente significativa anche dopo aver controllato i principali fattori confondenti.

Al contrario, il consumo di carboidrati è risultato correlato negativamente con la longevità e questa scoperta è supportata da diversi studi che hanno concluso che la transizione verso diete basate sui cereali ha causato una riduzione dell’aspettativa di vita, perché i cereali tendono ad avere un valore nutrizionale inferiore. Anche l’associazione tra una dieta a base vegetale e una maggior durata della vita manca di robustezza scientifica ed è alterata da fattori confondenti, come lo stile di vita generalmente più sano di chi segue una dieta plant-based. Infatti, gli studi a supporto delle diete vegetali sono stati condotti all’interno di gruppi specifici di persone, come gli Avventisti del settimo giorno, giungendo dunque a risultati distorti.

I VANTAGGI DI MANGIARE CARNE

Una dieta con la giusta quantità di proteine animali può avere un ruolo benefico nell’organismo, perché come si legge nello studio: “Il profilo nutrizionale completo della carne e l’adattamento dell’uomo al consumo di carne hanno permesso di ottenere molti benefici, tra cui una maggiore aspettativa di vita”. Ma questo non è l’unico studio a supporto di tali affermazioni, in quanto diverse ricerche hanno indagato gli effetti del consumo di carne sulla longevità.

Uno studio su oltre 218.000 persone provenienti da oltre 50 Paesi in tutto il mondo suggerisce che consumare regolarmente carne può ridurre il rischio di morte prematura e può aumentare la longevità. Un recente studio pubblicato su Lancet Public Health sostiene un aumento della carne nella dieta per favorire la salute del cuore e ridurre il rischio cardiovascolare, evidenziando che anche che i grassi saturi nella carne, cosiddetti “cattivi”, possono invece essere cardioprotettivi, così come molte vitamine ed amminoacidi essenziali della carne sono fondamentali per la salute e il benessere.

IL RUOLO CHIAVE DELLE PROTEINE ANIMALI

Gli scienziati hanno inoltre evidenziato il ruolo chiave delle proteine animali nel mantenimento della massa muscolare e nello sviluppo di una risposta immunitaria più efficace, entrambi fattori associati a una migliore salute e longevità. Anche i nutrienti di cui la carne è in assoluto la fonte migliore, come vitamina B12 e ferro eme, hanno effetti benefici sul funzionamento degli organi vitali e sulla riduzione del rischio di malattie croniche. Non solo, la presenza di carne rossa nella dieta non comporta un peggioramento dello stress ossidativo, dell’infiammazione e dell’invecchiamento. Gli studi del passato che risaltano i presunti aspetti negativi della carne non sono stati confermati da studi clinici di più alta qualità scientifica, per cui non esistono prove consolidate che dimostrino effetti dannosi del consumo di carne sulla salute.

In particolare, una serie di rigorose revisioni sistematiche hanno concluso che non vi sono prove che la carne rossa e la carne lavorata contribuiscano alle malattie cardiovascolari, alla mortalità, all’incidenza del cancro e alla mortalità per tutte le cause. Statisticamente, i risultati di questo recente studio indicano inequivocabilmente che il consumo di carne avvantaggia l’aspettativa di vita in modo indipendente. Ecco perché, alla luce dei dati emergenti, escludere totalmente la carne e gli alimenti di origine animale potrebbe rendere difficile ottenere la completezza nutrizionale necessaria per mantenere la salute.

RELAZIONE TRA CONSUMO DI CARNE E ASPETTATIVA DI VITA

La moderna scienza nutrizionale sostiene che la carne contribuisce ad un’alimentazione completa e le sue sostanze sono necessarie per una buona nutrizione umana. Sin dal Paleolitico, la carne è stata la componente fondamentale della dieta degli ominidi ancestrali, in cui ha svolto un importante ruolo evolutivo per circa 2,6 milioni di anni, consentendo lo sviluppo del cervello. L’adattamento umano al consumo di carne è dimostrato geneticamente, dagli enzimi digestivi e dall’anatomia del nostro tratto digerente. I vantaggi della carne rispetto agli alimenti vegetali, dati dalla densità di nutrienti di alta qualità, hanno quindi permesso agli esseri umani di ottenere molti benefici fisici, tra cui appunto una maggiore aspettativa di vita.

È interessante notare che, tra i Paesi analizzati nello studio, è stata osservata una forte correlazione tra consumo di carne e aspettativa di vita in quelli in cui è diffusa la dieta mediterranea, suggerendo che, nonostante i benefici già conosciuti associati a questo regime alimentare, un maggiore consumo di carne può essere ulteriormente vantaggioso per l’aspettativa di vita delle popolazioni che lo seguono.

L’ampio campione analizzato fornisce robustezza alle conclusioni ed è rappresentativo a livello globale. Gli autori concludono affermando che il consumo di carne giova alla salute delle persone, con benefici concreti e una maggiore aspettativa di vita . Pertanto, la sua inclusione nella dieta dovrebbe essere supportata dalla scienza nutrizionale e raccomandata dagli esperti.

Agronomo e divulgatrice scientifica. Autrice e coautrice di 11 pubblicazioni scientifiche e di numerosi articoli riguardanti l’alimentazione umana e gli impatti della stessa sulla salute e sull’ambiente, nel 2010 ha conseguito il titolo di DoctorEuropaeus e Ph. Doctor in Produzioni Animali, Sanità e Igiene degli Alimenti nei Paesi a Clima Mediterraneo. Cura GenBioAgroNutrition, “un blog a sostegno dell’Agroalimentare Italiano, della Dieta Mediterranea e della Ricerca Biomedica, contro la disinformazione pseudoscientifica”, che aggiorna quotidianamente.