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I pascoli per il sequestro di carbonio

A un mese esatto dalla Giornata mondiale del suolo, ribadiamo perché i terreni agricoli su cui vengono allevati gli animali da reddito sono un valido aiuto nella lotta alla crisi climatica.

Il 5 dicembre, si è celebrata la giornata mondiale del suolo. In un mondo che affronta sfide climatiche crescenti, la gestione sostenibile dei suoli agricoli emerge come una strategia cruciale per mitigare l’aumento delle temperature globali. Recentemente, una serie di ricerche e iniziative internazionali ha messo in luce il ruolo vitale che i suoli sani giocano nel raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e, più specificamente, nel sequestrare il carbonio atmosferico. Anche i pascoli possono avere una funzione chiave in tal senso.

Perché è importante fermare il degrado del suolo

I suoli sani sono fondamentali per il raggiungimento di almeno 12 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite e contribuiscono indirettamente a tutti i 17. Ridurre le emissioni di carbonio e rimuoverle dall’atmosfera è essenziale per mantenere l’incremento delle temperature globali al di sotto dei 2°C, come sottolineato dagli accordi di Parigi sul clima.

La situazione non è però rosea. Ricorda il movimento Salva il Suolo (Save Soil) che  il 60-70% dei suoli in Europa è in condizioni malsane (Commissione Europea, 2022). Il problema si estende però a livello globale: ogni anno si perdono  24 miliardi di tonnellate di terra fertile, aggravando l’insicurezza alimentare, il tasso di suicidi tra gli agricoltori, l’indebitamento e la migrazione climatica. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) avverte che il 90% del soprassuolo potrebbe essere degradato entro il 2050.

Con oltre  873 milioni di piccoli agricoltori nel mondo che dipendono dal suolo, investire nella sua salute  diviene quindi fondamentale per la sicurezza alimentare globale, soprattutto perché si prevede che la domanda alimentare mondiale aumenterà del 60% entro il 2050. Il ripristino del suolo potrebbe così portare ulteriori benefici agli ecosistemi, tra cui la prevenzione da inondazioni e siccità e la salvaguardia della biodiversità e delle risorse idriche.

Vediamo come agricoltura e pascoli possono contribuire in tal senso.  Una analisi del movimento Salva il Suolo ha evidenziato che l’adozione di pratiche agricole rigenerative (tra cui le colture di copertura, il pascolo a rotazione, la riduzione della lavorazione del terreno e l’agricoltura basata sugli alberi) potrebbe catturare il 27% delle emissioni di carbonio necessarie per mantenere le temperature globali al di sotto del limite di 2°C*. Analizziamo questo dato con maggior dettaglio.

Il potenziale globale di sequestro del carbonio nei terreni agricoli e pascoli gestiti in maniera sostenibile. La posizione FAO.

I terreni agricoli coprono circa cinque miliardi di ettari, il 38% della superficie terrestre globale, di cui un terzo è utilizzato come terreno coltivabile e i restanti due terzi sono prati e pascoli per l’allevamento del bestiame. Studi sulla fattibilità tecnica di vari sistemi di gestione sostenibile del suolo stimano che l’applicazione di queste pratiche potrebbe rimuovere tra 0.79 e 1.54 gigatonnellate di carbonio all’anno dall’atmosfera.

I prati e i pascoli rappresentano infatti quasi un quinto delle riserve globali di carbonio e possiedono quindi un ruolo chiave nel suo sequestro. Secondo un recente rapporto della FAO (scaricabile qui), pratiche come l’incorporazione di letame animale, l’agroforestazione e il pascolo rotazionale aumentano il cosiddetto SOC, acronimo che indica il carbonio organico immagazzinato nel suolo ed esprime il contenuto di carbonio organico in un dato volume di suolo.

Andando a leggere il dettaglio del documento Save Soil, quindi, se si assumesse una prospettiva conservativa, il potenziale di sequestro del carbonio dei terreni coltivabili verrebbe stimato intorno al 10%, mentre quello dei prati e pascoli è del 17%. Di conseguenza, il potenziale complessivo dei terreni gestiti da agricoltori e allevatori di sequestrare carbonio rappresenta il 27% dell’obiettivo necessario per mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2°C. Questo sottolinea la rilevanza della gestione sostenibile dei suoli agricoli non solo per la sicurezza alimentare ma anche per la lotta contro il cambiamento climatico.

La diversificazione consente di sfruttare meglio il suolo

L’importanza dei pascoli e della zootecnia nel contesto globale dell’uso dei terreni agricoli merita quindi una riflessione approfondita, soprattutto alla luce di alcune concezioni diffuse che non riflettono completamente la realtà delle pratiche agricole. Come approfondito in un documento FAO, i due terzi dei terreni agricoli del pianeta, dedicati alla zootecnia, non sono impiegati per la coltivazione di mangimi, ma sono piuttosto terreni che, a causa della loro aridità, pietrosità o orografia, non sono adatti alla coltivazione di colture agrarie. Invece di rimanere inutilizzati, questi terreni possono però sostenere il pascolo del bestiame, una pratica che non solo previene l’erosione del suolo ma contribuisce anche significativamente – come abbiamo visto – al sequestro del carbonio.

*Tre iniziative di alto livello – si sottolinea in un interessante approfondimento Conscious Planet di Save Soil – hanno recentemente riconosciuto i suoli sani come una soluzione possibile per la mitigazione del cambiamento climatico:

  1. L’iniziativa internazionale 4p1000, lanciata durante la COP 21 dell’UNFCCC.
  2. I workshop di Koronivia, avviati durante la COP 23.
  3. Il programma RECSOIL della FAO, avviato nel 2019.

Queste iniziative sottolineano come un incremento del carbonio organico nel suolo presenti un elevato potenziale per sequestrare e immagazzinare il carbonio atmosferico.

Letizia Palmisano è una giornalista freelance specializzata su temi ambientali e sui new media, quali i social network. La sua attività professionale spazia dal giornalismo alla consulenza nel mondo della comunicazione 2.0. Co-ideatrice del premio Top Green Influencer. È co-fondatrice della FIMA e fa parte del comitato organizzatore del Festival del Giornalismo Ambientale. Nel comitato promotore del Green Drop Award, premio collaterale alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2018 ha vinto il prestigioso Macchianera Internet Awards per l'impegno nella divulgazione dei temi legati all'economia circolare. Il suo blog è www.letiziapalmisano.it