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Intelligenza artificiale e zootecnia

L’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando il mondo dell’allevamento, ma rispetto ad altri settori la sua applicazione è ancora poco diffusa.

Secondo uno studio condotto da Giuseppe Pulina (Università di Sassari) e Maria Teresa Pacchioli (CRPA – Centro Ricerche Produzioni Animali), pubblicato su “L’Informatore Zootecnico”, le tecnologie di IA potrebbero rivoluzionare la zootecnia, migliorando produttività, benessere animale e sostenibilità. Ma come può l’IA aiutare concretamente gli allevatori? E quali sono le principali applicazioni già in uso e quali le sfide ancora da superare?


Qualche esempio di IA al servizio degli allevatori

L’intelligenza artificiale può supportare gli allevatori in diversi ambiti, rendendo la gestione aziendale più efficiente e innovativa. Monitoraggio della salute animale. Attraverso sistemi basati su sensori, telecamere intelligenti e computer vision, l’IA è in grado di identificare precocemente sintomi di malattie come la mastite nei bovini o lo stress nei suini. Ad esempio, telecamere 3D possono riconoscere segni di malattie come la peste suina africana, permettendo interventi tempestivi.

Gli algoritmi di machine learning analizzano i dati relativi all’assunzione di cibo e alle variazioni di peso, regolando automaticamente le razioni alimentari per garantire il massimo dell’efficienza nutrizionale. Questo approccio non solo migliora la produttività degli animali, ma riduce anche gli sprechi e l’impatto ambientale.

L’IA può poi accelerare i programmi di selezione genetica individuando i tratti migliori per la produttività, la resistenza alle malattie e il benessere animale. Nell’allevamento ovino, ad esempio, sono già in uso sistemi basati sull’IA per stimare il peso degli animali senza necessità di contatto, riducendo il lavoro manuale e migliorando la gestione dell’allevamento.

Un grande supporto da parte dell’IA può arrivare anche se si parla di benessere animale. Monitorare lo stato di salute e il comportamento degli animali è infatti fondamentale per garantire il loro benessere. Grazie all’IA, è possibile rilevare segni di stress, disagio o problemi di mobilità, consentendo agli allevatori di intervenire prima che la situazione peggiori. Sensori e telecamere indossabili possono identificare comportamenti anomali, permettendo di prevenire problemi come sovraffollamento o lesioni.


Le sfide dell’IA in zootecnia

Nonostante i suoi numerosi vantaggi, l’implementazione dell’IA negli allevamenti non è priva di difficoltà. Pulina e Pacchioli individuano otto principali ostacoli:

Qualità e disponibilità dei dati: I sistemi di IA richiedono una grande quantità di dati accurati e standardizzati. Dati mancanti o incoerenti possono compromettere l’efficacia degli algoritmi.

Costi elevati: L’adozione di tecnologie basate sull’IA richiede investimenti significativi, che possono risultare proibitivi per le aziende più piccole.

Resistenza al cambiamento: Molti allevatori potrebbero essere restii a utilizzare queste tecnologie a causa della loro complessità e della necessità di formazione specifica.

Integrazione con i sistemi esistenti: Le aziende zootecniche spesso utilizzano infrastrutture datate, rendendo difficile l’implementazione dell’IA.

Questioni etiche e di privacy: L’uso di telecamere e sensori per il monitoraggio costante degli animali solleva interrogativi su chi possieda i dati e come vengano utilizzati.

Adattabilità a diversi ambienti: Le soluzioni di IA devono essere personalizzate per le diverse realtà agricole, aumentando la complessità della loro applicazione.

Normative e regolamenti: Le leggi sulla protezione dei dati e la sicurezza informatica sono in continua evoluzione e possono rappresentare un ostacolo alla diffusione dell’IA.

Scalabilità: Passare da test sperimentali a un’applicazione su larga scala in diversi tipi di allevamenti può risultare complesso.


Il futuro: collaborazione e innovazione

Nonostante queste difficoltà, l’adozione dell’IA negli allevamenti è destinata a crescere. Secondo i due autori dello studio, il successo di questa trasformazione dipenderà dalla collaborazione tra allevatori, ricercatori e tecnologi. L’obiettivo è sviluppare strumenti sempre più accessibili e intuitivi, capaci di supportare le decisioni aziendali senza richiedere competenze informatiche avanzate. Inoltre, una sintesi più efficace dei dati raccolti tramite IA potrebbe aiutare gli operatori a prendere decisioni più rapide e mirate, migliorando il benessere degli animali e la redditività aziendale.

Il settore zootecnico è pronto per il salto tecnologico? L’IA può rappresentare una rivoluzione, ma solo se applicata in modo intelligente, sostenibile e alla portata di tutti. Per approfondire, consigliamo di leggere l’articolo completo su L’Informatore Zootecnico di febbraio 2025.

Giornalista specializzato in sostenibilità, cambiamento climatico e temi ambientali, scrive per diversi giornali, riviste e siti Web. Da una decina di anni è molto attivo sia come relatore che come moderatore presso eventi sempre legati alla sostenibilità ed alla green economy. Laureato in sociologia, fra i temi su cui focalizza il suo lavoro spiccano gli impatti delle produzioni alimentari, a partire da quelli legati alla zootecnia ed ai cibi animali. A fine 2018 ha pubblicato il libro “In difesa della carne”, edito da Lindau.