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Ossa e midollo: nutrimenti primordiali dell’essere umano

Il midollo presente nelle ossa delle carcasse degli animali cacciati ha costituito una fonte primaria di nutrimento per l’uomo primitivo.

Il ruolo fondamentale della carne nell’evoluzione umana è ormai ben consolidato dalla scienza, grazie a prove sempre più convincenti che dimostrano come i primi Homo, in particolare quelli del genere Homo erectus, vissuti nell’alto Pleistocene oltre 1,5 milioni di anni fa, fossero abili cacciatori. I nostri antenati, in pratica, erano super-predatori ipercarnivori, ma a quanto pare il consumo di carne andava ben oltre il semplice tessuto muscolare o le frattaglie che conosciamo oggi. Una recente ricerca ha infatti messo in luce un aspetto fondamentale per la nostra evoluzione: anche il midollo osseo, presente nelle ossa delle carcasse degli animali cacciati, ha costituito una fonte primaria di nutrimento per l’uomo primitivo.


Agli albori dello sviluppo fisico e cognitivo umano

Secondo l’antropologo Miki Ben-Dor, il consumo del midollo osseo ha fornito alle prime comunità umane nutrienti essenziali per il loro sviluppo fisico e cognitivo. Nei primissimi stadi della nostra evoluzione, infatti, le risorse alimentari erano scarse e difficili da reperire. Non solo la carne, ma anche il midollo, ricco di grassi e proteine, è stato un alimento cruciale per la sopravvivenza e per il processo evolutivo. La sua ricchezza nutrizionale ha svolto un ruolo decisivo nello sviluppo del cervello, migliorando così la capacità di adattamento e di sopravvivenza in un ambiente particolarmente ostile, come quello del Pleistocene.

In questo contesto, il midollo osseo non solo ha contribuito al sostentamento energetico delle prime comunità umane, ma ha anche rappresentato un elemento chiave per l’evoluzione della nostra specie, stimolando e alimentando i cambiamenti fisici e cognitivi che ci hanno portato a diventare ciò che siamo oggi.


Come i nostri antenati estraevano il midollo

Questo risultato è stato ottenuto grazie all’osservazione delle carcasse e all’analisi delle ossa, che ha suggerito che gli ominidi non si limitavano a rimuovere la carne delle prede cacciate, ma frantumavano anche le ossa per estrarre il midollo, un comportamento che evidenzia un uso intensivo delle risorse animali. Grazie alla loro abilità nell’utilizzo di strumenti di pietra, gli esseri umani primordiali riuscirono a sfruttare il prezioso nutrimento nascosto all’interno delle ossa degli animali.

I nutrienti del midollo, ricchi di grassi, proteine, vitamine liposolubili e cellule staminali, come quelle del latte materno, hanno svolto un ruolo cruciale nel potenziamento del sistema immunitario, per la funzione cerebrale e ormonale, e nella maggiore capacità di adattamento alle sfide ambientali. Secondo gli esperti, questa scoperta offre una chiave di lettura fondamentale non solo per comprendere l’evoluzione dell’uomo, ma anche per riflettere su quali siano gli alimenti più adatti al nostro benessere.

Il ritorno del midollo

Oggi il consumo di midollo sta tornando in auge, anche tra i giovani, grazie ai suoi numerosi benefici per la salute. Molti lo provano per curiosità o per seguire modelli dietetici che ne prevedono l’uso, come la dieta paleolitica, ma anche sotto l’influenza di altre culture che lo consumano da secoli per tradizione.

In paesi come la Mongolia e la Corea del Sud, il consumo di brodo di ossa e zuppe con midollo osseo è una pratica antica e radicata, grazie alle ben note proprietà nutritive e terapeutiche di questi alimenti. Bollendo a lungo le ossa in acqua, si ottiene un brodo con una composizione ideale per il benessere dell’organismo, dai comprovati effetti anti-infiammatori e anti-invecchiamento.

In Corea del Sud, ad esempio, si utilizzano spesso estratti di ossa di bovini Hanwoo, una razza pregiata di manzo locale, per preparare zuppe tradizionali come il “Gomtang” o il “Galbitang“. Questi piatti si ottengono facendo bollire a lungo cartilagini e ossa, come quelle dello stinco, della coda o delle costole, ricche di aminoacidi essenziali, minerali come calcio, magnesio e ferro, collagene solubile (gelatina) e condroitina, sostanze vitali per la salute delle ossa, delle articolazioni, dell’intestino e della pelle.

Il suo consumo è ampiamente diffuso, come una vera e propria medicina naturale, capace di stimolare il sistema immunitario, migliorare le funzioni digestive e curare disturbi gastrointestinali come la colite ulcerosa. Il processo di estrazione di questi nutrienti essenziali rende queste zuppe un elisir di salute e longevità, celebrato nella cultura coreana per il suo valore nutrizionale e terapeutico.


Un superalimento ancestrale

Siamo insomma di fronte a un “superalimento ancestrale“, capace di risvegliare e guidare i nostri istinti nutrizionali verso un percorso metabolico ottimale. La ricerca istintiva dei cibi più adatti alla natura umana nel corso dei millenni, ha selezionato alimenti particolarmente densi di nutrienti biodisponibili, come la carne e il midollo osseo. Tali cibi hanno contribuito a mantenere gli esseri umani forti e resilienti, supportando la nostra evoluzione e benessere nel tempo.

Riscoprire e apprezzare un cibo antico, energetico ed estremamente nutriente, ci permette di fare un ritorno alle origini alimentari che hanno sostenuto l’evoluzione dell’uomo. Questo viaggio nel passato può offrirci preziosi spunti per comprendere meglio la nostra storia evolutiva e le nostre reali esigenze nutrizionali, invitandoci a riflettere sulla nostra alimentazione moderna, per rivalutare le scelte alimentari quotidiane e i loro impatti sulla salute a lungo termine. E magari addirittura sulla nostra possibile involuzione.

Il Progetto “Carni Sostenibili” vuole individuare gli argomenti chiave, lo stato delle conoscenze e le più recenti tendenze e orientamenti tecnico scientifici, con l’intento di mostrare che la produzione e il consumo di carne possono essere sostenibili, sia per la salute che per l’ambiente.