Valorizzare gli scarti alimentari come mangimi sostenibili
Tra le strategie più promettenti per evitare gli sprechi c’è l’utilizzo di scarti alimentari come mangimi per animali da allevamento.
Lo spreco alimentare è una problematica globale che coinvolge ogni fase della filiera, dalla produzione al consumo, con milioni di tonnellate di cibo ancora commestibile che ogni anno finiscono nella spazzatura. Questo fenomeno non solo rappresenta una grave perdita economica, ma comporta anche uno spreco di risorse preziose, contribuendo in modo significativo all’impatto ambientale delle produzioni alimentari. Tra le strategie più promettenti per evitarlo c’è l’utilizzo degli scarti alimentari come fonte alternativa di mangimi per gli animali.
Sfide importanti all’orizzonte
Ogni anno vengono sprecati circa tre volte più alimenti di quanti ne vengano prodotti (1,3 miliardi di tonnellate), e si stima che entro il 2050 circa il 68% della popolazione mondiale risiederà in aree urbane, con una percentuale sempre più ridotta di persone dedicate alla produzione alimentare. Questo scenario rende ancora più urgente l’adozione di strategie efficaci per ridurre gli sprechi e garantire la sicurezza alimentare in una situazione di continua crescita demografica.
È proprio in questo contesto che gli scienziati e gli esperti del settore lavorano per reintrodurre gli scarti alimentari e le eccedenze di frutta e verdura nella catena alimentare, utilizzandoli come mangimi per animali. Questa soluzione, oltre a contribuire a ridurre il volume di rifiuti e le emissioni legate alla loro gestione, rappresenta un passo fondamentale verso un sistema alimentare più circolare e resiliente.
Perché trasformare gli scarti alimentari in mangimi
Incorporare gli scarti alimentari nella dieta degli animali è una pratica consolidata da molti anni. Secondo la FAO, circa il 30% del mangime per bovini a livello mondiale è composto da scarti derivanti dalla produzione e lavorazione di alimenti. Anche il mangime per animali da compagnia spesso include sangue, piume, ossa e carne avanzata, che non sono idonei al consumo umano. Questa strategia permette di riutilizzare risorse altrimenti destinate allo smaltimento, con vantaggi sia economici che ambientali.
Tuttavia, esiste ancora una notevole quantità di cibo che potrebbe essere utilizzata come mangime per animali anziché essere smaltita in discarica, dove rilascia metano, contribuendo al cambiamento climatico. Negli ultimi anni, sono state sviluppate numerose tecnologie innovative per trasformare gli scarti alimentari in mangimi sicuri e nutrienti per gli animali da allevamento.
Scarti alimentari, buona fonte di nutrienti per gli animali
Uno studio approfondito ha analizzato dettagliatamente come trasformare questi scarti in mangimi di alta qualità e sicuri per il bestiame. Tra i benefici, spicca la possibilità di migliorare la sostenibilità del settore zootecnico, riducendo il ricorso a risorse naturali per la produzione di mangimi tradizionali. Infatti, la maggior parte degli scarti alimentari costituisce una buona fonte di nutrienti per gli animali: si stima che una tonnellata di rifiuto alimentare secco potrebbe sostituire la stessa quantità di materie prime per mangimi, per soddisfare il fabbisogno proteico di un animale. Anche la concentrazione di sostanze bioattive e polifenoli nei rifiuti alimentari, come la buccia, la vinaccia e i semi, è notevolmente più alta rispetto alla parte commestibile, con proprietà antibatteriche, antiossidanti e immunostimolanti.
Ad esempio, i carotenoidi presenti nella buccia di pomodoro, l’antocianina contenuta nelle brattee di banana e le betalaine dalla polpa di barbabietola, possiedono forti attività antiossidanti, che contribuiscono a ridurre il rischio di malattie e a migliorare il benessere degli animali. Questi composti naturali, oltre a nutrire gli animali, possono svolgere un ruolo chiave nel miglioramento della loro salute. Inoltre, diversi studi condotti su maiali e polli hanno dimostrato che l’indice di conversione alimentare e la qualità della carne non solo non peggiorano con una dieta a base di scarti alimentari, ma in alcuni casi migliorano, specialmente per quanto riguarda la morbidezza della carne.
Meno spreco alimentare, più economia circolare
L’applicazione di modelli di economia circolare nel settore agroalimentare offre anche nuove opportunità per lo sviluppo di tecnologie innovative per la trasformazione degli scarti in bioplastiche, biogas e fertilizzanti naturali. Questa strategia gioca un ruolo fondamentale nella transizione verso un modello di bioeconomia circolare, in cui ogni elemento della filiera alimentare viene valorizzato e riutilizzato.
Affrontare il problema dello spreco alimentare richiede un impegno collettivo da parte di governi, aziende e cittadini. Politiche di sensibilizzazione, incentivi per la redistribuzione delle eccedenze alimentari e l’adozione di tecnologie digitali avanzate per una gestione intelligente delle risorse sono tutti strumenti che possono fare la differenza. Ma ciò è possibile solo attraverso un approccio integrato, che coinvolga tutti gli attori della filiera.