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Aumento di statura, metabolismo e salute grazie alla carne

Una dieta ricca di carne ha giocato un ruolo chiave nell’evoluzione umana, favorendo un aumento della statura, un metabolismo più efficiente e una minore predisposizione al diabete.

Un recente studio ha identificato una variante genetica regolatoria nel gene ACSF3, che ha contribuito alla coevoluzione di altezza e metabolismo basale negli esseri umani moderni. Rispetto ad altri primati, gli umani sono più alti e consumano più energia a riposo.

I ricercatori hanno analizzato i dati genetici di 458.303 individui della UK Biobank, scoprendo la variante rs34590044-A, comparsa circa 653.000 anni fa. Questa mutazione, assente nei primati non umani, si trova in una regione regolatoria che aumenta l’attività del gene ACSF3, un enzima mitocondriale cruciale per il metabolismo energetico cellulare. Negli esperimenti sui topi, quelli con la variante crescevano di più e consumavano più energia, ma solo con una dieta ricca di proteine animali, come quelle della carne, che forniscono aminoacidi essenziali, in particolare la treonina. Analisi sul DNA antico mostrano che questa variante è diventata più comune negli ultimi 20.000 anni, soprattutto in Europa negli ultimi 5.000 anni, suggerendo un vantaggio evolutivo per chi consumava carne.


Il passaggio a una dieta carnivora

Negli ultimi 6–15 milioni di anni, la linea evolutiva umana si è distinta da quella delle grandi scimmie (scimpanzé, gorilla, oranghi) grazie al passaggio da una dieta prevalentemente vegetale a una ricca di carne. Questo cambiamento ha favorito non solo l’aumento della statura e del metabolismo basale, ma anche lo sviluppo di cervelli più grandi, il bipedismo, una vita più lunga, la riduzione della lunghezza dell’intestino, l’evoluzione di denti più piccoli ma taglienti e una maggiore cooperazione sociale. La carne è una fonte concentrata di nutrienti di alta qualità: fornisce aminoacidi essenziali, ferro, zinco, vitamine (come la B12) e acidi grassi omega-3, essenziali per lo sviluppo cerebrale. I grassi animali, con una densità energetica doppia rispetto agli alimenti vegetali, hanno sostenuto la crescita corporea e il dispendio energetico necessario per l’allungamento delle ossa e la sintesi dei tessuti.


Ruolo del gene ACSF3

Il gene ACSF3 regola il funzionamento dei mitocondri, le “centrali energetiche” delle cellule, trasformando il cibo in energia. La variante rs34590044-A aumenta l’attività di questo gene, favorendo crescita in altezza e un metabolismo più veloce, soprattutto con diete ricche di carne. Negli esperimenti, la disattivazione di ACSF3 nei topi, in diete povere di nutrienti come colesterolo, acidi grassi essenziali e aminoacidi, ha causato problemi di crescita, metabolismo rallentato e alterazioni ossee. La carenza di ACSF3 è associata a malattie metaboliche rare, come l’aciduria malonica e metilmalonica combinata, che compromettono la capacità di elaborare grassi e produrre energia. La variante mostra segni di selezione naturale, indicando che ha conferito vantaggi come un metabolismo basale più elevato, una migliore sensibilità all’insulina e una ridotta predisposizione a obesità e diabete di tipo 2.

Distribuzione della variante e adattamento

La variante rs34590044-A è più comune nelle popolazioni con diete ricche di carne, come le Steppe Yamnaya (55%) e i cacciatori-raccoglitori europei (25%), rispetto agli agricoltori anatolici (9%), che seguivano diete prevalentemente vegetali. Questo suggerisce che la carne abbia favorito un adattamento genetico che ha migliorato crescita corporea, efficienza metabolica e salute. Questi risultati sottolineano l’importanza di una dieta equilibrata che includa proteine animali per supportare il metabolismo e le funzioni vitali. Lo studio apre nuove prospettive sulla relazione tra evoluzione genetica, alimentazione e adattamento metabolico, confermando il ruolo cruciale della carne nella salute e nella sopravvivenza umana.

Il Progetto “Carni Sostenibili” vuole individuare gli argomenti chiave, lo stato delle conoscenze e le più recenti tendenze e orientamenti tecnico scientifici, con l’intento di mostrare che la produzione e il consumo di carne possono essere sostenibili, sia per la salute che per l’ambiente.