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diete vegetali e tassi di mortallità

Vegetariani, vegani e onnivori: stesso rischio di mortalità

Non ci sono differenze nel rischio di mortalità tra vegetariani, vegani e onnivori. È quanto rivela un recentissimo studio prospettico americano.

Non ci sono differenze nel rischio di mortalità tra vegetariani, vegani e onnivori. È quanto rivela un recentissimo studio prospettico basato sulla popolazione negli Stati Uniti, che conferma quanto già mostrato da studi passati. I ricercatori hanno valutato le possibili associazioni tra le diete vegetariane e il rischio di mortalità per tutte le cause in 117.673 partecipanti al PLCO Cancer Screening Trial, lo studio di coorte sullo screening del cancro della prostata, del polmone, del colon-retto e dell’ovaio.

In particolare, i gruppi di studio erano così composti: 116.894 onnivori, la cui dieta è completa di tutti gli alimenti, 329 lacto-ovo-vegetariani, la cui dieta esclude la carne, ma include latticini e uova, 310 pesco-vegetariani, che escludono la carne tranne il pesce e i frutti di mare e 140 vegani, la cui dieta esclude tutti i prodotti di origine animale. Dopo un’osservazione media di 18 anni, sono deceduti 39.763 partecipanti ed il rischio di mortalità per tutte le cause non è stato significativamente differente tra i quattro gruppi di dieta.

LE DIETE VEGETALI SIANO UNA SOLUZIONE A TANTI PROBLEMI DI SALUTE

Già una ricerca australiana non aveva trovato alcuna evidenza che una dieta vegetariana, semi-vegetariana o pesco-vegetariana abbia un effetto protettivo tale da ridurre le cause di mortalità, sfatando il mito che le diete vegetali siano una soluzione a tanti problemi di salute. Nonostante l’evidenza, sono ancora molti portati a credere che eliminare la carne sia la scelta migliore per la riduzione di patologie come il diabete di tipo 2, l’ipertensione e l’obesità.

In realtà, gli autori suggeriscono che laddove i vegetariani tendano ad avere tassi di mortalità più bassi rispetto agli onnivori, il risultato può derivare non dalla loro alimentazione restrittiva, bensì dal loro stile di vita più salutistico nel complesso, meno sedentario e con minor presenza di fumo e alcolici. Le diete vegetali suscitano semmai preoccupazioni in merito alle accertate carenze di micronutrienti specifici, di cui solo i cibi animali sono una fonte naturale affidabile, come la vitamina B12, ferro eme, calcio e in generale minerali più biodisponibili.

Non c’è alcun vantaggio per la #salute nell’escludere la #carne e tutti i #ProdottiAnimali. Anzi, i #vegani hanno mostrato più #comorbidità degli #onnivori. Condividi il Tweet

Punto di forza della ricerca è il lungo monitoraggio medio di ben 18 anni ed è il primo studio ad essere stato condotto sulla popolazione generale non vegetariana negli Stati Uniti, al fine di indagare le associazioni tra vegetarismo e mortalità. Gli autori concludono appunto che non c’è alcun vantaggio per la salute nell’escludere la carne e tutti i prodotti animali. Anzi, i vegani hanno mostrato addirittura comorbidità più elevate rispetto agli onnivori, cioè la presenza di più patologie contemporaneamente e un BMI, l’Indice di Massa Corporea, simile a chi non rinuncia a nulla.

I risultati dello studio sono coerenti con studi precedenti e merita sicuramente ulteriori indagini per far sì che la strada corretta da seguire sia sempre più evidente e chiara. Cioè quella di una dieta completa, che ci porta a vivere meglio, senza privazioni e possibilmente più a lungo.

Il Progetto “Carni Sostenibili” vuole individuare gli argomenti chiave, lo stato delle conoscenze e le più recenti tendenze e orientamenti tecnico scientifici, con l’intento di mostrare che la produzione e il consumo di carne possono essere sostenibili, sia per la salute che per l’ambiente.