Dieta vegana dopo i 65 anni: il rischio di perdere muscolo
Un nuovo trial randomizzato mostra che, negli anziani, una dieta vegana autoimpostata può ridurre l’apporto proteico e la massa muscolare in appena 12 settimane.
- La dieta vegana autoimpostata riduce l’apporto di proteine e aminoacidi essenziali, associandosi a una perdita di massa muscolare in sole 12 settimane.
- L’esercizio contro resistenza ha attenuato, ma non eliminato, la perdita muscolare osservata nel gruppo vegano.
- Lo studio non dimostra che ogni dieta vegana provochi perdita muscolare, ma evidenzia la difficoltà di garantire un adeguato apporto di proteine di alta qualità negli anziani.
Un trial randomizzato, pubblicato pochi giorni fa sull’American Journal of Clinical Nutrition, mette sotto esame uno dei punti più delicati della dieta vegana in età avanzata: l’apporto di proteine e aminoacidi necessari a conservare la massa muscolare. 72 persone sane, tutte con almeno 65 anni, hanno seguito per 12 settimane una delle tre strategie previste dallo studio: dieta vegana, alimentazione onnivora abituale, dieta vegana associata a esercizi contro resistenza (ovvero esercizi per stimolare la muscolatura, come quelli con i pesi).
Nel gruppo vegano, l’assunzione di proteine è scesa rapidamente. Da circa 1,0 g/kg di peso corporeo al giorno all’inizio dello studio si è arrivati a circa 0,7 g/kg. Nello stesso periodo si è ridotto anche l’apporto di quasi tutti gli aminoacidi essenziali. I muscoli hanno seguito la stessa sorte. La massa magra degli arti è diminuita di circa 1,15 kg e il volume della muscolatura della coscia di circa 0,61 litri. Inoltre, i tassi giornalieri di sintesi proteica muscolare sono risultati inferiori con la dieta vegana. Nel gruppo che invece aveva mantenuto la dieta onnivora abituale queste variazioni non si sono verificate.
Perdita di massa muscolare in sole 12 settimane
Si tratta di un risultato particolarmente rilevante in questa fase della vita. Con l’invecchiamento, la capacità di mantenere la massa muscolare fisiologicamente si riduce e il fabbisogno di proteine diventa più difficile da soddisfare. Una perdita di massa muscolare in sole 12 settimane non è dunque un effetto trascurabile della dieta.
Secondo gli autori, la spiegazione più plausibile è proprio la minore quantità di proteine e aminoacidi essenziali assunta con la dieta vegana. Le proteine vegetali presentano mediamente una densità proteica più bassa e, rispetto alle proteine animali, caratteristiche meno favorevoli per composizione aminoacidica e digeribilità.
L’esercizio contro resistenza ha aiutato, ma non ha risolto la situazione. Nel gruppo vegano che si allenava la perdita di muscolo è stata attenuata, senza però essere completamente evitata.
Lo studio ha un limite evidente: i partecipanti non hanno seguito una dieta vegana appositamente formulata per garantire un determinato apporto proteico, ma una dieta autoimpostata. Non consente quindi di concludere che una dieta vegana adeguatamente pianificata provochi necessariamente perdita di massa muscolare.
La dieta vegana impone un’integrazione
Il risultato dimostra, tuttavia, qualcosa di meno teorico: una dieta completamente vegetale rende difficile per gli anziani assumere una quantità adeguata di proteine di alta qualità e aminoacidi essenziali, facilitando così la perdita di massa muscolare. A 65, 70 o 80 anni, quando preservare il muscolo dovrebbe essere una priorità nutrizionale, questo non è un dettaglio che si può pensare di correggere a posteriori.
A ben guardare, è proprio qui che la dieta vegana pone una difficoltà che merita di essere evidenziata senza slogan o paraocchi ideologici: chi desidera eliminare gli alimenti animali dalla propria dieta deve preoccuparsi di riuscire a sostituire, giorno dopo giorno, ciò che quegli alimenti fornivano.