TOP

Carne rossa, salumi, malattie cardiovascolari e diabete: nessun legame causale

Non esiste nessun legame causale tra il consumo di carne rossa e trasformata e le malattie cardiovascolari e diabete. Lo rivela un recente studio in un’analisi genetica rigorosa.

Un recente studio pubblicato sullo European Journal of Preventive Cardiology non ha evidenziato alcun legame causale tra il consumo di carne rossa e carni trasformate e l’insorgenza di malattie cardiovascolari o diabete. La ricerca, di elevata qualità scientifica, ha utilizzato dati genetici su larga scala per condurre un’analisi di randomizzazione mendeliana, un approccio avanzato che consente di ridurre il rischio di confondimento tipico degli studi osservazionali.

In particolare, lo studio ha valutato la possibile relazione causale tra il consumo di carne rossa di maiale, agnello e manzo, sia fresca sia trasformata, e il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, tra cui coronaropatia, ipertensione e ictus, oltre al diabete mellito di tipo 2. I risultati non mostrano che mangiare queste carni sia la causa diretta di queste malattie.


Superare gli studi osservazionali di bassa qualità per fornire evidenze più solide

In questo ambito, numerosi studi osservazionali, di limitata qualità scientifica, hanno riportato una potenziale associazione tra il consumo di carne rossa e carne lavorata e un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e diabete mellito di tipo 2. Tuttavia, tali studi descrivono correlazioni e non relazioni causali, evidenziando la necessità di ulteriori ricerche, poiché l’esistenza di un effettivo nesso causale rimane ad oggi non è dimostrata.

Gli studi osservazionali di bassa qualità risultano infatti fortemente influenzati da fattori di confondimento. Ad esempio, le persone con un’elevata assunzione di carne rossa e lavorata presentano frequentemente anche stili di vita meno salutari, caratterizzati da un ridotto consumo di frutta, verdura e cereali integrali, una maggiore prevalenza di fumo e consumo di alcol, nonché livelli inferiori di attività fisica. Questi elementi possono contribuire in modo significativo al rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche, rendendo difficile attribuire un ruolo causale diretto al consumo di carne. Lo scopo di questo nuovo studio è stato proprio quello di fare chiarezza, contribuendo alla letteratura scientifica con risultati più affidabili, metodologicamente solidi e statisticamente significativi sul consumo di carne e sui suoi potenziali effetti sulla salute.


Evidenze più robuste per raccomandazioni sanitarie più accurate

Questi risultati aiutano a capire meglio quale sia il reale impatto del consumo di carne rossa e di carne lavorata sulla salute del cuore e sul rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Chiarire se esistano, e in che misura, legami causali è fondamentale per orientare in modo corretto sia le raccomandazioni alimentari sia le politiche di sanità pubblica, soprattutto in un’ottica di prevenzione delle malattie croniche.

Offrendo evidenze più solide e meno semplificate, lo studio contribuisce a una valutazione più equilibrata del ruolo dei diversi fattori dietetici coinvolti nello sviluppo di queste patologie e fornisce indicazioni utili anche per le strategie di prevenzione e gestione clinica. Per arrivare a raccomandazioni davvero affidabili, la ricerca futura dovrà avvalersi di studi rigorosi e realistici, indispensabili per costruire linee guida nutrizionali basate su evidenze solide e realmente utili per la popolazione. Studi di questo tipo aiutano anche a evitare demonizzazioni ingiustificate di alimenti nutrienti, come la carne rossa e i salumi, il cui ruolo importante nella dieta è ormai sempre più comprovato.

Il Progetto “Carni Sostenibili” vuole individuare gli argomenti chiave, lo stato delle conoscenze e le più recenti tendenze e orientamenti tecnico scientifici, con l’intento di mostrare che la produzione e il consumo di carne possono essere sostenibili, sia per la salute che per l’ambiente.