Pollo: alleato del cuore, e contro il diabete
Il pollo è la carne più consumata al mondo e l’unica su cui concordano i nutrizionisti per i suoi numerosi benefici. Ma cosa dicono le ricerche più recenti?
Una nuova revisione narrativa ha analizzato gli studi scientifici sugli effetti del consumo di pollame sulla salute cardiometabolica e la prevenzione del diabete di tipo 2, facendo il punto sui suoi reali impatti sul benessere.
Un superfood dall’ottimo profilo nutrizionale
Il pollo, insieme alle altre carni avicole, è una fonte preziosa di macronutrienti e micronutrienti fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo umano. Il suo profilo nutrizionale è particolarmente vantaggioso, con ben 31 g di proteine di alta qualità per 100 g di prodotto. Inoltre, il pollo ha un basso contenuto di grassi, che varia a seconda del taglio. Ad esempio, il petto di pollo senza pelle contiene 3,6 g di grassi per 100 g, mentre il petto di tacchino ne ha 2,1 g per 100 g. Questi grassi rappresentano rispettivamente solo il 19% e il 13% dell’apporto energetico totale. La maggior parte dei grassi presenti sono monoinsaturi (46%) e polinsaturi (23%), che costituiscono insieme circa il 70% del totale, rendendo il pollo una scelta salutare sotto il profilo lipidico.
Il pollo è anche una fonte eccellente di nutrienti essenziali che spesso vengono assunti in quantità insufficienti, come minerali quali magnesio, fosforo, potassio, selenio e ferro, oltre alle vitamine del gruppo B, tra cui tiamina (B1), riboflavina (B2), niacina (B3), acido pantotenico (B5), vitamina B6, cobalamina (B12) e colina. Le ricerche più recenti evidenziano come il consumo di proteine, e quindi di diete più ricche di proteine, sia efficace per aumentare la sazietà, stimolare la termogenesi, ossia il dispendio energetico, favorire la perdita di grasso e stimolare l’aumento della massa muscolare magra. In questo contesto, la carne di pollame si conferma un alimento chiave per gestire il peso corporeo e ottenere una composizione corporea ottimale.
I trial controllati randomizzati hanno dimostrato che il consumo di pollame ha effetti positivi sulla massa muscolare e sulla composizione corporea nei soggetti in sovrappeso e obesità, favorendo la perdita di peso indotta dalla dieta. Questo beneficio è attribuito alle proteine del pollo, che contengono tutti gli amminoacidi essenziali, combinate con l’attività fisica. L’efficacia di diete ad alto apporto proteico, superiori alle raccomandazioni tradizionali, è ampiamente comprovata. Proprio per questo motivo, gli integratori proteici sono diventati molto popolari. Tuttavia, si può affermare che la carne di pollame rappresenti un “integratore naturale”, un vero e proprio superfood, grazie alle sue eccellenti proprietà nutrizionali.
Supporto per la salute cardiovascolare e nella gestione del diabete
Il consumo di pollame offre benefici documentati sui fattori di rischio cardiovascolari. In soggetti sovrappeso e con ipercolesterolemia, l’assunzione regolare di carne di pollame ha mostrato di ridurre i lipidi ematici, con cali significativi di colesterolo totale, LDL, apolipoproteina B e trigliceridi. Quando carni magre di pollame, insieme a carne rossa magra e pesce, rappresentano le principali fonti proteiche in una dieta adeguata, si osservano miglioramenti nei lipidi sanguigni, contribuendo alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Il pollo e il tacchino favoriscono anche il controllo della glicemia, riducendo il rischio di diabete di tipo 2, persino se consumati con carboidrati. Studi randomizzati hanno rilevato che la combinazione di riso bianco con proteine del pollo riduce il picco glicemico rispetto al solo riso. Risultati simili sono stati ottenuti con il purè di patate, con una diminuzione della glicemia di quasi il 50% dopo 30 minuti.
Negli anziani con sovrappeso e diabete, l’assunzione congiunta di pollame e glucosio ha mostrato un impatto positivo sulla risposta glicemica. Inoltre, una dieta ricca di proteine del pollo potrebbe migliorare la funzione renale nei diabetici. Questo suggerisce che la carne di pollame, combinata con i carboidrati, può migliorare la risposta glicemica, limitando i danni che si verificherebbero con l’assunzione di soli carboidrati. Inoltre, contrariamente a tutte le aspettative, una dieta ricca di proteine del pollo potrebbe avere effetti positivi anche sulla funzione renale nei diabetici.
Per confermare questi dati servono studi a lungo termine che considerino fattori come i metodi di cottura. Tecniche ad alte temperature, come la frittura o la grigliatura eccessiva, possono generare composti nocivi. È quindi consigliabile preferire cotture più salutari come bollitura, vapore o forno, che preservano i benefici nutrizionali.
Nel complesso, una dieta equilibrata che includa la carne di pollo, se preparata in modo sano, può favorire la salute cardiometabolica e supportare la gestione del diabete di tipo 2, contribuendo al benessere a lungo termine.