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Vegetariani e vegani consumano cibi più dannosi

Una nuova ricerca britannica conferma che chi segue una dieta vegetariana o vegana fa un più alto consumo di cibi ultra-processati dannosi per la salute.

Vegano e vegetariano non sono sinonimi di salute. Una nuova ricerca britannica conferma ciò che sapevamo già da tempo: chi segue una dieta “plant-based” fa un più alto consumo di cibi ultra-processati dannosi per la salute rispetto a chi mangia carne.

Lo studio, condotto nel Regno Unito e pubblicato su The Lancet eClinical Medicine, ha preso in esame quasi 200.000 partecipanti suddivisi in 5 macro categorie: vegani (che seguono una dieta esclusivamente vegetale e non mangiano nessun alimento di origine animale); vegetariani (che seguono una dieta vegetale, ma consumano uova e latticini, escludendo carne e pesce); pescetariani (che mangiano pesce, ma non carne); flexitariani (che consumano pesce o carne meno di due volte a settimana); consumatori di poca carne rossa (che consumano pesce o pollame più di una volta a settimana, ma carne rossa e lavorata meno di due volte a settimana) e infine i consumatori abituali di carne rossa (che consumano carne rossa e lavorata più di una volta a settimana).

Anche a #veganuary, attenzione ai cibi ultra-processati tipici delle diete #vegan e #PlantBased. Possono danneggiare la salute. Share on X

Secondo i risultati della ricerca, il consumo di cibi ultra-processati è molto più elevato nelle diete vegetariane e più basso nelle diete con una modesta quantità di carne o pesce. Ricordiamo che in base alla classificazione NOVA, che cataloga gli alimenti in quattro categorie, dal grado di trasformazione più basso al più alto, i cibi ultra-processati sono quegli alimenti ultra-lavorati che hanno subito un intenso processo di lavorazione industriale.

La prima categoria è costituita da alimenti naturali che non hanno subito alcun processo, o minimamente processati, come frutta, verdura, carne, uova e latte; il gruppo 2 comprende cibi che hanno subito un procedimento in più, come farina, zucchero, olio d’oliva e burro. Il gruppo 3 invece è costituito dai cibi processati, realizzati con due o tre ingredienti e che hanno subito una lavorazione, come la cottura e la conservazione. In questa categoria rientrano la maggior parte dei prodotti che consumiamo quotidianamente, come la pasta, il pane, le verdure sottaceto, i legumi in scatola, i salumi, la birra e il vino. La quarta e ultima categoria è quella appunto dei cibi ultra-processati, frutto di lunghe lavorazioni industriali, come l’idrogenazione, l’idrolisi, l’estrusione, lo stampaggio e il rimodellamento, quindi processi che alterano pesantemente la struttura del cibo di partenza, generando altri composti come proteine idrolizzate, isolati proteici, maltodestrine, oli e grassi idrogenati, zucchero e amidi modificati.

Se quanto scritto sopra non bastasse, sottolineiamo che i cibi-ultraprocessati del gruppo 4 contengono più di cinque ingredienti, tra cui additivi come agenti aromatizzanti, stabilizzanti, coloranti, conservanti, emulsionanti, umettanti, anti-agglomeranti, esaltatori di sapidità e dolcificanti. Rientrano in questa categoria le finte bistecche vegetali a base di proteine estratte dai legumi come la soia, piselli o glutine, i burger vegani e quindi tutti i prodotti vegetali fake che tentano di imitare le qualità sensoriali dei cibi animali, mascherando i sapori e gli odori non desiderati del cibo vegetale di partenza, che viene totalmente modificato per assomigliare il più possibile alla carne, alle uova, al pesce o al formaggio.

Chi segue una dieta #veg o #PlantBased fa spesso affidamento su prodotti ultra-elaborati, a rischio di compromettere la propria #salute. Share on X

Chi segue una dieta vegana o vegetariana tende spesso a fare affidamento su questi prodotti ultra-elaborati, per la loro semplicità e praticità di utilizzo, rendendo più comodo e facile seguire un regime alimentare molto impegnativo e pieno di ostacoli. Inoltre, questi prodotti offrono l’apparenza di un’alimentazione sana, perché a base vegetale e addizionati di nutrienti, aiutando a soddisfare i fabbisogni nutrizionali e a prevenire carenze anche gravi, temute da chi segue questi regimi restrittivi.

In realtà, questi alimenti super trasformati non sono per niente salutari come viene fatto credere: infatti, il loro consumo è associato ad un maggior rischio di obesità, patologie cardiovascolari e cerebrovascolari, quindi ictus, ischemie, infarti, diabete di tipo 2, maggior insorgenza di tumori ed una più alta mortalità. Dallo studio, svolto da un team composto da alcuni membri della sanità pubblica dell’Imperial College di Londra, in collaborazione con l’Università di San Paolo e l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, sulla base dei dati del progetto UK BioBank, è emerso che rispetto ai consumatori abituali di carne rossa, i vegetariani introducono nella loro dieta una quantità significativamente maggiore di cibi ultra-processati, come appunto cibi vegani pronti, veg burger, formaggi vegani o salsicce vegetali, che abbondano oggi sugli scaffali dei supermercati.

Anche noodles, pane bianco industriale, pizza, patatine, barrette al cioccolato e bibite gassate, sono cibi vegani a tutti gli effetti, che chi segue queste diete si concede spesso e volentieri, ma che non sono proprio ideali per la salute. Sulla base di questi risultati, seguire una dieta vegetale di questo tipo non porta nessun beneficio, ma solo svantaggi, andando a peggiorare un quadro già complicato di partenza, dal momento che questi regimi restrittivi sono innaturali e pieni di rischi.

Gli autori concludono sostenendo l’importanza di incoraggiare l’assunzione di cibi minimamente lavorati, poiché una dieta a base vegetale richiede molti sforzi e sacrifici, oltre che competenze specifiche e cadere nel tranello di una dieta sbilanciata fatta di cibi malsani è un rischio più che concreto. Al contrario, una dieta completa che includa anche la carne, oltre ad essere più adatta alla nostra biologia evolutiva onnivora, risulta più semplice da seguire, più equilibrata e più benefica.

Il Progetto “Carni Sostenibili” vuole individuare gli argomenti chiave, lo stato delle conoscenze e le più recenti tendenze e orientamenti tecnico scientifici, con l’intento di mostrare che la produzione e il consumo di carne possono essere sostenibili, sia per la salute che per l’ambiente.