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Carne e bambini: porzioni corrette e frequenza ideale

La crescita di un bambino è un momento particolarmente critico, ma un alimento denso di nutrienti come la carne può davvero fare la differenza. Vediamo come scegliere le porzioni in base all’età, quante volte consumarla e perché è importante variare tipi e tagli nell’alimentazione dei bambini.

  • La porzione di carne deve aumentare con l’età, senza applicare ai più piccoli le porzioni degli adulti: il CREA indica circa 25 g per i bambini di 1-2 anni, 35 g per quelli di 2-3 anni, 45 g tra 4 e 6 anni, 80 g tra 7 e 10 anni e 100 g tra 11 e 14 anni. La frequenza suggerita è di circa 3 volte alla settimana, all’interno di una dieta varia che alterni carne, pesce, uova e legumi, per garantire maggiore varietà alimentare.
  • Durante la crescita, la carne può essere un prezioso alleato: in una piccola porzione fornisce proteine di alta qualità, ferro facilmente assimilabile, zinco e vitamina B12, nutrienti importanti per lo sviluppo muscolare, la formazione del sangue e il corretto sviluppo neurologico. Nelle diete che escludono gli alimenti di origine animale, è quindi fondamentale prestare particolare attenzione ai nutrienti critici, come la vitamina B12, attraverso un’adeguata integrazione.
  • Scegliere specie e tagli diversi aiuta a costruire un’alimentazione equilibrata e a diversificare l’apporto di nutrienti. Anche le frattaglie e i salumi, come il prosciutto cotto, fanno la loro parte all’interno di una dieta varia e completa per il bambino. Piccole quantità, grandi nutrienti: scegliere una porzione adeguata di carne può saziare e nutrire meglio, lasciando meno spazio a merendine e snack ricchi di zuccheri.


Quanta carne dovrebbe mangiare un bambino?

Quando si parla di alimentazione infantile, una delle domande più frequenti riguarda la quantità di carne da mettere nel piatto. La risposta non può essere uguale per tutti: durante la crescita cambiano i fabbisogni energetici e nutrizionali e, di conseguenza, anche le porzioni devono essere adeguate all’età. Il principio da ricordare è che un bambino non ha bisogno di una “mini porzione da adulto”, come si tende erroneamente a pensare, ma di quantità adeguate alla propria fascia d’età e alle proprie esigenze.

Il CREA ha per questo elaborato indicazioni specifiche per l’età evolutiva: le “Linee Guida per una sana alimentazione”, che forniscono indicazioni per bambini e adolescenti, proprio per aiutare le famiglie a organizzare un’alimentazione varia ed equilibrata. Per la carne, le quantità suggerite aumentano progressivamente con l’età: 25 g per porzione tra 1 e 2 anni, 35 g tra 2 e 3 anni e 45 g tra 4 e 6 anni, 80 g tra 7 e 10 anni e 100 g tra 11 e 14 anni, con una frequenza indicativa di 3 volte alla settimana, all’interno di un’alimentazione che prevede anche altre fonti proteiche. Le quantità indicate si riferiscono all’alimento crudo, al netto degli scarti, secondo le definizioni delle porzioni di riferimento, che corrispondono cioè all’alimento effettivamente consumato.


Perché la carne è utile nella crescita?

La carne è un alimento particolarmente utile durante la crescita perché, in una quantità relativamente piccola, concentra proteine di elevata qualità, ferro eme facilmente assimilabile, zinco e vitamine del gruppo B, compresa la vitamina B12, presente esclusivamente negli alimenti di origine animale. Fornisce inoltre diversi nutrienti ad alta biodisponibilità, importanti per lo sviluppo muscolare, la formazione del sangue e il corretto funzionamento del sistema nervoso. Un dato interessante arriva da uno studio controllato condotto in Kenya: dopo 21 mesi di alimentazione scolastica, i bambini che ricevevano la carne mostrarono i maggiori miglioramenti nei test cognitivi e nelle prove di aritmetica, oltre a un importante aumento della massa muscolare. Un successivo studio sullo stesso intervento ha rilevato anche migliori risultati nei test scolastici di aritmetica, inglese e geografia.

In età evolutiva infatti, essendo i fabbisogni particolarmente alti, è necessario fornire al bambino tutto quello di cui ha bisogno per evitare pericolose carenze. Una grave mancanza di vitamina B12 nei bambini ad esempio, può provocare anemia, ipotonia e ritardi o regressioni dello sviluppo psicomotorio. Per questo, nelle diete vegane in età pediatrica la B12 deve essere adeguatamente integrata. Anche calcio e vitamina D sono fondamentali per la crescita dello scheletro: una loro carenza può provocare rachitismo, con deformazioni ossee, debolezza muscolare e problemi di crescita. La carne, quindi, grazie alla sua densità nutrizionale ed efficienza, rappresenta un modo pratico per fornire tutti i nutrienti importanti durante la crescita.


La regola d’oro: alternare e variare tra i diversi tagli

Alternare carne, pesce, uova, legumi e altri alimenti permette di aumentare la varietà della dieta e di distribuire le diverse fonti di nutrienti. Anche per la carne è utile variare specie e tagli, perché il profilo nutrizionale può cambiare sensibilmente. Il CREA raccomanda di preferire le carni magre e digeribili per i bambini, come ad esempio, pollo e tacchino senza pelle, il filetto di vitello e tutti i tagli posteriori del bovino. Le carni rosse, come bovino e vitello, sono particolarmente indicate grazie alla loro ricchezza di ferro eme, fondamentale per la crescita e lo sviluppo.

E non bisogna trascurare le frattaglie, che nell’alimentazione dei bambini sono spesso ingiustamente considerate poco adatte, nonostante il loro elevato valore nutrizionale. Fegato di bovino, maiale, vitello e pollo, per esempio, sono tra le fonti alimentari più concentrate di vitamina B12 e ferro, mentre rene e cuore apportano proteine, ferro, zinco e vitamine del gruppo B. Il fegato è inoltre particolarmente ricco di vitamina A, importante per la vista, il sistema immunitario e la crescita. Proporre le frattaglie fin da piccoli può aiutare i bambini ad abituarsi a sapori diversi e, grazie alla loro elevata concentrazione di nutrienti, ne bastano quantità molto piccole.


Anche i salumi fanno la loro parte

Anche i salumi non devono essere demonizzati nell’alimentazione dei bambini: possono contribuire all’apporto di proteine, ferro, zinco e vitamine del gruppo B. Il CREA ne riconosce infatti il valore nutrizionale e, tra le diverse possibilità, specialmente il prosciutto cotto, può rappresentare una scelta pratica e gradita ai più piccoli. Nelle Linee Guida del CREA, il prosciutto cotto è riportato infatti, tra i salumi con un contenuto relativamente più basso di grassi e sale rispetto ad altri prodotti della categoria. Il CREA indica 50 g come porzione standard di riferimento per i salumi, pari a circa 3–4 fette medie di prosciutto, ma per bambini e adolescenti ne raccomanda un consumo in piccole quantità, adeguate all’età. Anche in questo caso, quindi, contano soprattutto varietà, equilibrio e frequenza, alternando le diverse fonti proteiche nel corso della settimana.

L’obiettivo non è insegnare ai bambini a dividere il cibo in “buono” e “cattivo”, ma aiutarli a costruire fin da piccoli un rapporto sereno e positivo con l’alimentazione. Nessun alimento dovrebbe diventare un nemico, ed è importante imparare a scegliere ciò che nutre e sazia davvero. All’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata, una porzione adeguata di carne o di prosciutto può rappresentare una scelta più nutriente e saziante rispetto a una merendina o a uno snack ricco di zuccheri, contribuendo a limitare il consumo abituale di prodotti a basso valore nutrizionale. Educare a mangiare significa quindi anche insegnare ai bambini a conoscere il cibo, senza paura né sensi di colpa, privilegiando alimenti nutrienti, variando le fonti e lasciando spazio anche al piacere. A questo deve affiancarsi uno stile di vita attivo: una corretta alimentazione e un’adeguata attività fisica sono insieme alla base di una crescita sana e di abitudini che possono accompagnare il bambino per tutta la vita.

Agronomo e divulgatrice scientifica. Autrice e coautrice di 11 pubblicazioni scientifiche e di numerosi articoli riguardanti l’alimentazione umana e gli impatti della stessa sulla salute e sull’ambiente, nel 2010 ha conseguito il titolo di DoctorEuropaeus e Ph. Doctor in Produzioni Animali, Sanità e Igiene degli Alimenti nei Paesi a Clima Mediterraneo. Cura GenBioAgroNutrition, “un blog a sostegno dell’Agroalimentare Italiano, della Dieta Mediterranea e della Ricerca Biomedica, contro la disinformazione pseudoscientifica”, che aggiorna quotidianamente.