Anche la carne di maiale è sostenibile
Un nuovo studio ha voluto analizzare in dettaglio la sostenibilità della carne di maiale, arrivando ad una conclusione chiara: il suo consumo è sostenibile.
Fino ad oggi si sapeva ancora poco sul ruolo specifico della carne di maiale all’interno dei modelli alimentari sostenibili. Per colmare questa lacuna, un nuovo studio ha analizzato in modo approfondito l’impatto ambientale, nutrizionale ed economico del consumo di carne suina, considerandolo come alimento a sé e non insieme ad altre carni.
Cosa succede se il maiale sostituisce altre fonti proteiche?
In pratica, gli studiosi si sono chiesti cosa succede se il maiale sostituisce altre fonti proteiche nella dieta, inclusi i legumi. Per rispondere a questa domanda, i ricercatori hanno costruito un modello di sostituzione alimentare, in cui hanno simulato la sostituzione di una fino a tre porzioni di questi alimenti con carne di maiale, sulla base dei consumi reali di oltre 17.000 adulti negli Stati Uniti. Il modello ha valutato come cambiano diversi indicatori di sostenibilità, come le emissioni di gas serra, il consumo energetico, l’impronta idrica, l’uso del suolo, fertilizzanti e pesticidi, il costo della dieta e la qualità nutrizionale complessiva.
I risultati hanno evidenziato che sostituire il manzo con la carne di maiale può ridurre l’impatto ambientale in modo contenuto, con una diminuzione delle emissioni, del consumo di suolo, dei pesticidi e dei fertilizzanti che va dal 11% al 35%. Sostituire il pesce con la carne di maiale permette di risparmiare circa il 6% di energia e comporta una leggera riduzione dei costi della spesa. Tuttavia, ciò che sorprende davvero è che sostituire il pollo, le uova o i legumi con la carne di maiale ha comportato un impatto ambientale solo leggermente superiore, con un aumento fino al 5%, smentendo molte delle affermazioni apocalittiche sull’impatto della carne.
Le alternative vegetali come i legumi non sono poi così sostenibili
In realtà, le alternative vegetali come i legumi non si sono dimostrate significativamente più sostenibili. Quando si sostituiscono i legumi con la carne di maiale, le emissioni di gas serra aumentano solo leggermente, fino al 5%, così come l’uso del suolo, fertilizzanti e pesticidi, che cresce di circa l’1%. Anche il costo della dieta non subisce un aumento significativo.
I risultati di questo studio sono importantissimi, considerando che la carne di maiale è la più consumata al mondo, superando i 115 milioni di tonnellate all’anno e con una previsione di crescita del consumo dell’8% entro il 2033. Inoltre, recenti studi hanno dimostrato che chi mangia carne di maiale ha una più alta probabilità di soddisfare i fabbisogni giornalieri di micronutrienti fondamentali, come rame, ferro eme, fosforo, selenio, zinco e la maggior parte delle vitamine del gruppo B.
Valori nutrizionali e costi: paragone con il plant-based impietoso
Rispetto ad altri alimenti proteici, specialmente rispetto a quelli di origine vegetale, la carne di maiale possiede punteggi superiori di aminoacidi indispensabili digeribili (DIAAS) ed una maggiore biodisponibilità postprandiale di aminoacidi essenziali nei bambini e negli adulti.
L’aumento del consumo di carne di maiale di circa 28 grammi al giorno è stato associato ad una probabilità fino all’8% inferiore di sviluppare limitazioni funzionali tra gli anziani. Inoltre, si è rivelata una delle fonti di proteine più economiche, misurata in dollari USA per grammo di proteine, dopo fagioli e uova, rendendola un’opzione accessibile per ottenere nutrienti di alta qualità.
Insomma, la carne di maiale può aiutare ad affrontare le sfide ecologiche, economiche e alimentari future, offrendo un buon compromesso tra il soddisfacimento dei fabbisogni nutrizionali e la sostenibilità.