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Carne suina, alleata della salute metabolica, muscolare e cognitiva negli anziani

La carne di maiale offre benefici per la salute cognitiva, metabolica e fisica negli anziani, aiutando a vivere meglio e più a lungo. È quanto rivela uno studio americano che ha mostrato un effetto positivo della carne suina per la longevità, prevenendo l’invecchiamento fisico e cognitivo.

Le attuali raccomandazioni alimentari per la tutela della salute cardiovascolare e cognitiva tendono a suggerire una riduzione del consumo di carne rossa, nonostante le evidenze scientifiche specifiche su questo tema siano ancora parziali. Per contribuire a colmare questa lacuna, un nuovo studio della South Dakota State University, pubblicato sulla rivista Current Developments in Nutrition, ha analizzato cosa accade quando una quantità controllata di carne rossa di maiale magra e minimamente processata viene inserita all’interno di una dieta prevalentemente vegetale, conforme alle Dietary Guidelines for Americans 2020–2025 per gli adulti dai 51 anni in su, in termini di apporto energetico e distribuzione dei macronutrienti. L’obiettivo era valutare l’impatto di questa combinazione su alcuni indicatori chiave della salute cognitiva, metabolica e fisica associati all’invecchiamento.

Lo studio, un trial di alimentazione controllato, randomizzato e crossover, ha coinvolto 36 anziani di età superiore ai 65 anni (26 donne e 10 uomini, età media 71,7 anni) ed è durato complessivamente 18 settimane. I partecipanti hanno seguito, in due fasi successive, una dieta che includeva 162 grammi al giorno di carne di maiale magra minimamente trasformata e una dieta di controllo senza carne, in cui la principale fonte proteica era rappresentata da lenticchie e altri legumi minimamente processati, come ceci, piselli spezzati e fagioli neri. Nel corso dello studio sono stati analizzati numerosi biomarcatori ematici legati alla salute metabolica, cognitiva e fisica, tra cui parametri cardiovascolari, nutrizionali e legati ai neurotrasmettitori, oltre a misure di composizione corporea e funzionalità muscolare, come la capacità di alzarsi dalla sedia. Tra i marcatori valutati figuravano i livelli di colesterolo, glicemia e ferritina, indicatore delle riserve di ferro dell’organismo. Si tratta di parametri particolarmente rilevanti nella popolazione anziana, poiché coinvolti in processi chiave come il rischio cardiovascolare, la sensibilità insulinica, il metabolismo del ferro, la neuroinfiammazione e la neuroplasticità, fattori sempre più riconosciuti come interconnessi e centrali nei meccanismi dell’invecchiamento cognitivo e della demenza.


Muscoli, cuore e cervello più sani con la carne suina

I risultati hanno mostrato che entrambe le diete, sia quella a base di carne suina sia quella a base di legumi, hanno migliorato i livelli di insulina a digiuno. In particolare, nella fase che includeva la carne suina è stato osservato un miglioramento dell’indice di sensibilità insulinica, confermando l’efficacia di un modello alimentare ricco di proteine di qualità nel contrastare la resistenza all’insulina e sostenere la salute metabolica negli anziani. Entrambi i regimi alimentari hanno inoltre portato a una riduzione del peso corporeo. Nella dieta con carne di maiale si è osservata una tendenza a una minore perdita di massa magra rispetto alla dieta a base di legumi, un dato che risulta coerente con precedenti evidenze che associano l’assunzione di carni rosse ad un migliore mantenimento dello stato nutrizionale e della massa muscolare negli anziani. Questo aspetto è particolarmente rilevante nel contesto dell’invecchiamento, in cui la sarcopenia, cioè la perdita di massa muscolare, rappresenta un fattore di rischio per fragilità e riduzione dell’autonomia funzionale.

Dal punto di vista del profilo lipidico, lo studio ha evidenziato un aumento delle concentrazioni di colesterolo HDL (“colesterolo buono”) nella fase con carne suina, mentre i principali parametri cardiovascolari sono rimasti complessivamente stabili, indicando che l’inclusione di carne rossa magra e minimamente trasformata non ha avuto effetti avversi sul rischio cardiometabolico nel contesto di una dieta sana. Ricordando che i salumi italiani rientrano nella categoria dei prodotti con bassa trasformazione e alta preservazione delle caratteristiche nutrizionali della materia prima, sottolineiamo che questi risultati si inseriscono in un filone crescente di letteratura scientifica che mette in discussione l’idea che il consumo di carne rossa sia intrinsecamente dannoso. Meta-analisi di studi di intervento controllati hanno mostrato infatti che l’assunzione di carne rossa non influisce negativamente sull’aumento di peso né sui principali parametri metabolici e, in alcuni casi, è stata associata a miglioramenti di specifici indicatori della funzione cognitiva. Altri studi di alimentazione controllata indicano che la carne rossa magra e minimamente processata può essere integrata in modelli dietetici sani senza effetti negativi, e talvolta con benefici sui profili lipidici e sulla funzione fisica.

Ad esempio, l’inclusione di carni rosse magre in diete strutturate ha portato a miglioramenti dei fattori di rischio cardiovascolare, mentre negli adulti di mezza età e anziani con obesità, diete ipocaloriche ad alto contenuto proteico che includono porzioni bilanciate di carne magra di manzo e maiale hanno migliorato la funzione fisica e i parametri lipidici senza effetti cardiometabolici avversi. Analogamente, studi condotti su donne in sovrappeso hanno dimostrato che il consumo fino a due porzioni al giorno di carne rossa magra non è associato a effetti negativi sui marcatori glicemici o infiammatori. Nel complesso, queste evidenze suggeriscono che il consumo di carne rossa magra, soprattutto se non lavorata e inserita in un contesto dietetico equilibrato, non solo non risulta dannoso, ma può rappresentare una componente compatibile con una dieta sana e ricca di nutrienti. Al contrario, molte associazioni negative derivano da studi osservazionali di bassa qualità, mentre meta-analisi di trial randomizzati controllati non hanno rilevato effetti avversi della carne rossa sui fattori di rischio glicemico, insulinemico o cardiovascolare quando confrontata con altre fonti proteiche.

Questi nuovi risultati hanno rilevanti implicazioni di salute pubblica: per molti anziani, la presenza di alimenti tradizionali e accettabili può rappresentare un fattore chiave per l’adozione e il mantenimento nel tempo di modelli alimentari più sani, riducendo il rischio di abbandono delle raccomandazioni nutrizionali. Nel complesso, un invecchiamento sano può essere sostenuto da diete nutrienti ed equilibrate che combinano alimenti di alta qualità di origine vegetale e animale. La carne maiale emerge come una risorsa nutrizionale compatibile con una nutrizione adeguata e la salute dell’anziano.

Il Progetto “Carni Sostenibili” vuole individuare gli argomenti chiave, lo stato delle conoscenze e le più recenti tendenze e orientamenti tecnico scientifici, con l’intento di mostrare che la produzione e il consumo di carne possono essere sostenibili, sia per la salute che per l’ambiente.