Nourishment Table: dalla “dieta sana” alla “nutrizione adeguata”
Presentata a Bruxelles la “Tavola Nutrizionale”, per passare dal concetto di “dieta sana” ad una “nutrizione adeguata”.
Il 18 novembre 2025, presso il Parlamento europeo, si è tenuto l’evento “Come la produzione zootecnica europea può garantire accessibilità al cibo e sicurezza alimentare e nutrizionale per i cittadini dell’UE?”, ospitato dal gruppo Renew Europe e patrocinato dall’eurodeputato belga Benoît Cassart. In questa cornice istituzionale, la Nourishment Table – la nuova “Tavola Nutrizionale” sviluppata da un gruppo internazionale di scienziati guidato dal professor Frédéric Leroy – è stata presentata come un possibile nuovo paradigma nell’ambito delle politiche alimentari globali.
Rilanciata all’interno della piattaforma Nourish Your Choice, la Nourishment Table è lo strumento che ha permesso, anche durante l’evento di Bruxelles, di riaprire un dibattito spesso dominato da slogan e contrapposizioni ideologiche.
Che cos’è la Nourishment Table
La Nourishment Table nasce come risposta a un problema evidente: l’insufficienza del concetto generico di “dieta sana” – quasi sempre associato a diete prevalentemente vegetali e povere di grassi – per guidare in modo efficace le scelte alimentari contemporanee. La Tavola Nutrizionale propone invece un’idea più ampia e rigorosa: la “nutrizione adeguata”, un approccio fondato su due parametri scientifici verificabili:
- La densità nutrizionale, cioè il rapporto tra nutrienti essenziali e contenuto energetico.
- Il grado di trasformazione degli alimenti, valutato attraverso la classificazione NOVA.
L’unione di questi due assi produce uno schema visivo che consente di comprendere quali combinazioni alimentari favoriscano la salute e quali invece la compromettano. La ricerca mostra che diete onnivore, ricche di cibi minimamente o moderatamente trasformati e ad alta densità nutrizionale, rappresentano uno dei percorsi più solidi verso una nutrizione adeguata.
L’approccio è inclusivo e culturalmente sensibile: riconosce il valore delle tradizioni alimentari locali, delle preferenze personali e anche delle diete a base vegetale, che però – sottolinea la ricerca – richiedono una pianificazione accurata e spesso l’uso di alimenti fortificati o integratori per evitare carenze di nutrienti chiave come la vitamina B12, il ferro o gli omega-3.
Il messaggio delle evidenze scientifiche
Gli studi citati nel progetto ricordano che le diete “tradizionali” e “ancestrali”, osservate su popolazioni di tutto il mondo, tendono a includere una quota significativa di alimenti di origine animale. L’analisi dei modelli alimentari mostra infatti che una dieta in cui almeno il 25–30% delle calorie proviene da alimenti di origine animale come carne, pesce, uova e latticini tende a favorire un buono stato di salute, evitando carenze di micronutrienti come ferro, zinco, vitamina B12, iodio e calcio, difficili da ottenere da fonti esclusivamente vegetali.
Le posizioni degli scienziati intervenuti a Bruxelles
Durante l’evento, la professoressa Alice Stanton del Royal College of Surgeons in Irlanda ha evidenziato come una riduzione forzata degli alimenti di origine animale possa accentuare carenze già diffuse, in particolare tra donne, bambini e anziani. Ha inoltre osservato che molti benefici attribuiti alle diete vegetali derivano non dall’assenza di carne, ma dal maggiore consumo di frutta, verdura, frutta a guscio e cereali integrali e dal minor apporto calorico complessivo. Ha invitato a evitare imposizioni dogmatiche e a basare le linee guida su prove cliniche solide.
Frédéric Leroy, professore di Scienze e Tecnologie alimentari all’Università di Bruxelles, illustrando la struttura della Tavola Nutrizionale ha spiegato che l’essere umano onnivoro può raggiungere uno stato ottimale di nutrizione attraverso molteplici modelli alimentari, purché rispettino i limiti dettati da densità dei nutrienti e livello di trasformazione. Una moderata trasformazione può perfino migliorare sicurezza e digeribilità, mentre una trasformazione eccessiva compromette la qualità del cibo. La Nourishment Table, ha spiegato, non prescrive una dieta, ma offre criteri razionali per valutare le scelte disponibili e renderle sostenibili nel lungo termine.
Dieta Mediterranea, espressione locale di un principio universale: nutrire in modo adeguato, non solo sano
Nel dibattito aperto dalla presentazione della Tavola Nutrizionale, è fondamentale chiarire come questo nuovo framework si rapporti ai modelli alimentari già consolidati. È infatti importante chiarire il senso della Nourishment Table nel contesto delle attuali linee guida. La Dieta Mediterranea, ad esempio, è un modello fondato su equilibrio, varietà e rispetto delle culture alimentari. “È un riferimento solido, ma non più sufficiente come unica risposta scientifica e politica alle sfide nutrizionali globali”, precisa il Professor Giuseppe Pulina, presidente di Carni Sostenibili: “Il punto non è superarla, bensì inquadrarla all’interno di un sistema più ampio di ‘nutrizione adeguata’, come propone la Nourishment Table.”
Questa nuova struttura, infatti, non sostituisce i modelli esistenti, ma li interpreta e collega grazie ai due assi scientifici di riferimento: densità nutrizionale e trasformazione degli alimenti, che permettono di valutarne la coerenza e l’adattabilità. “La Dieta Mediterranea è uno degli esempi migliori di equilibrio tra nutrienti e processi alimentari, ma la sua forza diventa ancora più evidente quando viene letta come espressione locale di un principio universale: nutrire in modo adeguato, non solo sano”, aggiunge Pulina: “È su questa base che possiamo costruire un messaggio coerente, scientificamente fondato e politicamente rilevante: la Nourishment Table non è ‘un’altra dieta’, ma la chiave interpretativa che consente di aggiornare e rendere più inclusiva la visione mediterranea della nutrizione.”
La Nourishment Table rappresenta quindi più di uno strumento: è un tentativo di costruire una nuova alfabetizzazione nutrizionale, capace di unire scienza, buon senso e libertà di scelta. In un mondo in cui coesistono sovrappeso, malnutrizione e confusione informativa, la Tavola Nutrizionale offre una bussola per orientarsi senza ideologie né semplificazioni.
E il messaggio finale è chiaro: non esiste una dieta perfetta valida per tutti, ma esistono criteri oggettivi per capire quali alimenti e quali combinazioni ci nutrono meglio, e davvero.