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Efficienza della zootecnia europea: un modello da difendere

La zootecnia europea vanta il primato mondiale di produttività, unendo quantità e qualità che rendono il modello Ue centrale nei dibattiti contemporanei.

La zootecnia europea detiene un primato unico a livello globale, distinguendosi per il più alto livello medio di produzione. Un risultato che non si traduce solo in quantità, ma in una qualità che pone l’Europa in prima linea nei più importanti dibattiti contemporanei.

L’efficienza del settore zootecnico del nostro continente è dimostrata da dati oggettivi. Basti pensare che le emissioni di gas derivanti dalla produzione animale in Europa sono, in media, da 2 a 2,5 volte inferiori rispetto a quelle registrate nel resto del mondo. Inoltre, gli standard europei garantiscono un livello di benessere per gli animali allevati incomparabile rispetto a quello mantenuto in altre aree geografiche.

Tutti questi risultati combinati assicurano un beneficio diretto e tangibile per i cittadini: forniscono alimenti di origine animale a prezzi accessibili per la grande maggioranza dei quasi 750 milioni di abitanti, includendo i Paesi non appartenenti all’UE, garantendo così una dieta adeguata a quasi tutta la nostra popolazione. Questo scenario di eccellenza, con i suoi elevati standard di efficienza e sostenibilità, non è il frutto di un’eredità storica o di diritti acquisiti. È, invece, il risultato di una sinergia continua e complessa di fattori interconnessi.

Il successo deriva da allevatori preparati ed efficienti, da industrie zootecniche di alto livello radicate su tutto il territorio e, come ci piace sottolineare, da un settore della ricerca di qualità, sostenuto dai suoi professionisti. È fondamentale comprendere che il mantenimento di questi elevati standard, di cui beneficiamo, dipende in modo critico dal continuo sostegno alla ricerca scientifica. Perché questa ricerca mantenga l’attuale livello di qualificazione, deve essere adeguatamente supportata.

A questo proposito, è importante ricordare che la ricerca in agricoltura e zootecnia è un investimento estremamente redditizio: si stima che ogni euro investito in ricerca ne generi da 4 a 10 nel lungo termine e produca un immediato ritorno sull’investimento (ROI) del +20/30% all’anno. Dobbiamo far comprendere a chi ha potere decisionale che senza la nostra ricerca non avremmo l’attuale situazione, nella quale affrontiamo con cognizione gli importanti effetti della produzione, come la sostenibilità ambientale.

Dobbiamo ricordare, e l’EAAP lo ribadisce costantemente a chi di dovere, che tutto ciò è possibile perché oggi disponiamo di un’elevata efficienza produttiva. Per mantenerla, e per continuare a essere un modello globale di eccellenza e sostenibilità, la ricerca deve essere sempre sostenuta.


Fonte: Newsletter EAAP n.285

Andrea Rosati è una figura affermata nel campo della scienza zootecnica, che combina risultati accademici con una vasta esperienza di gestione internazionale. Dopo aver studiato Scienze Animali all'Università di Perugia, ha conseguito il Master e il Dottorato di Ricerca negli Stati Uniti. Ha trascorso anni in ruoli nazionali e internazionali gestendo la registrazione delle prestazioni, le valutazioni genetiche e gli standard normativi globali. Come professore, ha insegnato statistica nelle facoltà di veterinaria in università italiane e ha co-gestito numerosi progetti di ricerca finanziati dall'UE. Ha co-fondato quattro riviste scientifiche, è autore di numerosi articoli e organizza conferenze, webinar e workshop in tutto il mondo. Dirige da più di 20 anni la Federazione Europea di Scienze Animali (EAAP) e l'Associazione Mondiale per la Produzione Animale. Ampiamente rispettato, fornisce spesso consulenza su agricoltura, innovazione dell'allevamento e sicurezza alimentare globale.