Polli e trasporto: più spazio non significa più benessere animale
Anche nel trasporto dei polli da carne, la realtà è più complessa degli slogan, e più spazio non significa necessariamente più benessere animale.
Quando si parla di benessere animale, generalmente si pensa anche allo spazio. Ad esempio, nella percezione comune, più spazio per pollo significa automaticamente meno stress, meno lesioni e migliore salute. Questa logica intuitiva ha ispirato anche le più recenti raccomandazioni europee sul trasporto dei polli da carne. Tuttavia, la realtà, come spesso accade, è molto meno semplice: più spazio non significa necessariamente più benessere.
Risultati sorprendenti di uno studio ungherese: più spazio, più problemi
Due ricercatori ungheresi, il Dr. Attila Csorbai, Direttore del Consiglio ungherese per i prodotti avicoli (BTT), e il Dr. László Szőllősi, Professore associato all’Università di Debrecen, hanno messo alla prova questa convinzione attraverso uno studio comparativo in collaborazione con due macelli industriali. L’esperimento era semplice: caricare due camion con polli provenienti dallo stesso allevamento, viaggiando nelle stesse condizioni di distanza, personale e tempistiche. L’unica differenza era la densità di carico: un camion seguiva le norme UE vigenti, mentre l’altro rispettava le nuove raccomandazioni dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), che prescrivono più spazio per animale.
Ci si aspettava di osservare miglioramenti negli indicatori di benessere, meno contusioni e meno fratture. Invece,i dati hanno rivelato il contrario. Nei camion caricati a densità ridotta, mortalità e tassi di lesioni sono effettivamente aumentati. La spiegazione risiede nella dinamica dei movimenti: con più spazio a disposizione, i polli tendevano a muoversi di più durante il trasporto, perdendo l’equilibrio, scivolando o urtando i lati delle casse. Ciò ha provocato un maggior numero di fratture alle ali e agli arti, oltre a un incremento delle contusioni.
Lo studio ha rilevato una correlazione tra l’aumento dello spazio durante il trasporto e la frequenza delle contusioni: la probabilità che le contusioni superassero il 4% aumentava linearmente, passando da circa il 20% (per 180 cm²/kg di spazio) al 60% (per 230 cm²/kg di spazio). Sulla base di questi dati, lo studio ha suggerito che contenitori di trasporto con meno spazio per animale potrebbero essere più efficaci nel prevenire le contusioni, poiché i polli si sostengono a vicenda, riducendo il rischio di cadute e minimizzando la necessità di allargare ali e arti per mantenere l’equilibrio. In altre parole, una maggiore libertà di movimento è diventata un rischio aggiuntivo, soprattutto su strade dove frenate, curve e vibrazioni sono inevitabili.
L’impatto di meno polli per viaggio: un caro prezzo per l’ambiente e costi in aumento
Dal punto di vista logistico, le conseguenze sono immediate: né l’ambiente né gli operatori traggono benefici. Con più spazio per pollo, un camion può trasportare dal 20 al 30% di animali in meno rispetto alla capacità standard. Ciò significa che sono necessari più viaggi (un incremento del 30-40%) per trasportare lo stesso numero di polli. Più viaggi comportano un maggiore consumo di carburante, un aumento delle emissioni di gas serra e un’impronta ecologica più elevata per l’attività. Secondo i dati dello studio, le emissioni di anidride carbonica per chilogrammo di peso vivo trasportato aumentano di oltre il 20% quando il carico viene effettuato secondo le nuove regole.
Inoltre, cresce inevitabilmente il consumo di acqua per il lavaggio dei veicoli e delle casse, in proporzione al numero di viaggi. Lo studio ha inoltre riportato perdite di efficienza sulle linee di macellazione. Negli impianti altamente automatizzati, i ganci lungo la linea di lavorazione sono calibrati per ottenere un numero minimo di polli per cassa. Con meno animali caricati, alcuni ganci restano vuoti, rallentando l’intero processo e aumentando i costi fissi per ogni pollo lavorato.
Dal punto di vista economico, la riduzione della densità comporta uno svantaggio doppio. Da un lato, un maggior numero di animali muore o si ferisce, riducendo la quantità di materia prima utilizzabile. Dall’altro, un numero minore di polli per viaggio aumenta il costo del trasporto per chilogrammo di carne. A questo si aggiungono i maggiori costi per acqua, detergenti e disinfettanti necessari per lavare camion e casse, che aumentano proporzionalmente al numero di viaggi.
La lezione da imparare: il benessere animale è una questione più complessa dello spazio
Lo studio ungherese non pretende di fornire risposte definitive, ma mette in discussione l’idea che il benessere animale possa essere misurato esclusivamente in centimetri quadrati. Molti altri fattori entrano in gioco: condizioni climatiche (ad esempio, in ambienti freddi, una densità maggiore può aiutare i polli a mantenersi caldi a vicenda), tecniche di carico e scarico, design delle casse e formazione degli operatori. Ignorare queste variabili rischia di trasformare una riforma ben intenzionata in una misura controproducente.
Il messaggio principale è chiaro: le politiche UE sul benessere animale devono considerare non solo gli obiettivi etici, ma anche le conseguenze pratiche ed economiche. Una misura che peggiora la salute degli animali, aumenta i costi per i produttori e accresce l’impatto ambientale non può essere considerata sostenibile. Un maggiore spazio di movimento può essere associato a uno stress maggiore sugli animali, che andrebbe evitato dal punto di vista del benessere animale.
Prima di introdurre cambiamenti strutturali, sono necessari studi più ampi, condotti in diversi climi, su differenti distanze di trasporto e con vari design di casse, per ottenere un quadro realmente completo. Pertanto, è consigliabile condurre studi simili non solo a livello ungherese, ma anche a livello internazionale.