Dalla sostenibilità al commercio internazionale: le sfide che stanno cambiando la filiera delle carni
La filiera delle carni è oggi al centro di una profonda evoluzione normativa. Secondo il report annuale di Assocarni 2026, benessere animale, sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e commercio internazionale stanno ridefinendo il futuro del comparto, con effetti concreti per imprese, allevatori e consumatori.
- La sostenibilità è sempre più integrata. Oggi significa coniugare benessere animale, salute degli allevamenti, sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e competitività economica lungo tutta la filiera.
- Le nuove regole europee cambiano il settore. Dalle norme sul trasporto degli animali alla sicurezza alimentare, fino alla normativa anti-deforestazione, le imprese sono chiamate ad adeguarsi a standard sempre più elevati.
- L’internazionalizzazione resta decisiva. Accordi commerciali, apertura di nuovi mercati e sostegni pubblici saranno determinanti per rafforzare la competitività della zootecnia italiana in uno scenario globale sempre più complesso.
Sostenibilità significa anche garantire la salute degli animali
La prevenzione delle malattie rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti per la sostenibilità degli allevamenti. È questo uno dei primi aspetti che emergono dal report di Assocarni, principale Associazione di categoria dei produttori di carne bovina, sulle sue attività nel corso del 2025. Una gestione corretta ed efficiente delle emergenze sanitarie è determinante, in quanto limitare la diffusione delle infezioni significa ridurre le perdite economiche, evitare sprechi di risorse e garantire continuità produttiva lungo tutta la filiera.
In questa direzione si inserisce la proroga dei corsi di formazione obbligatori destinati ad allevatori e trasportatori, che conferma quanto la professionalità degli operatori sia diventata un elemento centrale nella gestione degli allevamenti. La proroga sposta al 31 dicembre 2026 il termine entro cui gli operatori devono completare l’aggiornamento previsto dalla normativa europea, garantendo che chi lavora con gli animali sia formato sulle corrette pratiche di gestione, movimentazione e benessere animale.
La proposta di revisione del regolamento europeo sul trasporto degli animali è oggetto di grande attenzione da parte del settore. Tra le novità in discussione figurano limiti più stringenti sui tempi di viaggio, nuove regole legate alle temperature e una riduzione delle densità di carico durante il trasporto (possibilmente non cadendo in paradossi come quelli emersi nel trasporto di polli). Si tratta di misure pensate per migliorare il benessere animale, ma che potrebbero avere importanti ricadute organizzative ed economiche sulle imprese della filiera, aumentando il numero di viaggi necessari e incidendo sui costi logistici. L’obiettivo sarà quindi trovare un equilibrio tra la tutela degli animali e la sostenibilità operativa delle aziende.
Sicurezza alimentare: standard sempre più elevati
La normativa europea sulla sicurezza alimentare continua ad evolvere. Tra le principali novità figurano limiti più restrittivi per l’utilizzo di nitriti e nitrati nei prodotti a base di carne, nuovi criteri microbiologici per il controllo della Listeria monocytogenes e aggiornamenti delle procedure di ispezione nei macelli. Per il consumatore, questi aggiornamenti si traducono in garanzie ancora più elevate. Ad esempio, le nuove regole sulla Listeria monocytogenes richiedono alle aziende di dimostrare con studi scientifici che il batterio non possa svilupparsi oltre i limiti di sicurezza durante l’intera vita commerciale del prodotto. Allo stesso tempo, la riduzione dei limiti per nitriti e nitrati punta a mantenere la loro funzione di protezione contro batteri pericolosi, utilizzandone però quantità sempre più contenute, grazie ai progressi nelle tecnologie di produzione e conservazione.
Aumentano inoltre gli interventi che rafforzano ulteriormente il sistema europeo di controllo, contribuendo ad assicurare elevati livelli di sicurezza per il consumatore. Vale la pena ricordare che l’Unione europea applica uno dei sistemi di controllo alimentare più rigorosi al mondo: ogni anno vengono effettuati milioni di controlli ufficiali lungo la filiera agroalimentare, dalla produzione primaria fino alla distribuzione, con l’obiettivo di verificare il rispetto degli standard di sicurezza e tracciabilità.
Ambiente: più trasparenza, meno burocrazia
L’Unione europea ha rinviato e, allo stesso tempo, semplificato l’applicazione del Regolamento contro la deforestazione (EUDR), la normativa che punta a garantire che prodotti come carne bovina, cacao, caffè, soia, legno e olio di palma non provengano da aree disboscate illegalmente. Le nuove regole prevedono una classificazione dei Paesi in base al livello di rischio e concentrano gli obblighi di controllo soprattutto sulle aziende che immettono per prime i prodotti sul mercato europeo. L’obiettivo è ridurre gli adempimenti burocratici senza indebolire le garanzie di tracciabilità lungo la filiera. Per il consumatore questo significa poter contare su informazioni sempre più affidabili sull’origine delle materie prime e su sistemi di controllo pensati per ridurre il rischio che i prodotti acquistati contribuiscano alla deforestazione.
Parallelamente prosegue anche il percorso di digitalizzazione delle imprese, con strumenti come il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI) e gli investimenti del PNRR, tra cui il Parco Agrisolare, che sostiene l’installazione di impianti fotovoltaici nelle aziende agricole. Sono interventi che aiutano le imprese a migliorare la gestione ambientale e a ridurre il proprio impatto, favorendo una filiera sempre più efficiente e sostenibile.
Il commercio internazionale resta una leva strategica
Anche il commercio internazionale gioca un ruolo importante per il futuro della filiera. L’Unione europea continua a negoziare accordi con diversi Paesi per facilitare gli scambi commerciali, ma allo stesso tempo lavora per garantire che i prodotti importati rispettino standard comparabili a quelli richiesti alle produzioni europee.
Questo è fondamentale per assicurare condizioni di concorrenza eque e tutelare il lavoro degli allevatori italiani. Tra i dossier più seguiti c’è l’accordo tra Unione europea e Mercosur, che potrebbe aumentare le quantità di carne importata da alcuni Paesi del Sud America. Per questo le istituzioni europee stanno valutando attentamente le possibili ricadute sul settore, prevedendo anche specifiche clausole di salvaguardia per proteggere il mercato europeo in caso di squilibri.
Sostenere gli allevamenti significa investire in una filiera sempre più complessa
La realtà che emerge dal report è quindi molto diversa dall’immagine semplificata che spesso accompagna il settore delle carni. Dietro ogni prodotto arrivato sulle tavole dei consumatori esiste infatti un sistema articolato di controlli sanitari, norme ambientali, verifiche sulla sicurezza alimentare, accordi commerciali e investimenti pubblici che coinvolgono allevatori, veterinari, trasformatori, autorità competenti e istituzioni europee.
Gli strumenti di sostegno economico destinati agli allevamenti italiani sono fondamentali per rafforzare la resilienza di un comparto chiamato a investire contemporaneamente in innovazione, qualità e sostenibilità. La sostenibilità della filiera non dipende da un solo fattore, ma dalla capacità di integrare salute animale, sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e competitività economica. Ed è proprio su questo equilibrio che si giocherà una parte importante del futuro del settore agroalimentare italiano.