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Proteine animali: superiori per le prestazioni atletiche

Un nuovo studio conferma la superiorità delle proteine animali nell’offrire migliori capacità atletiche rispetto alle proteine vegetali.

Nel contesto sportivo, l’assunzione di proteine all’interno di una dieta adeguata può contribuire in modo significativo al miglioramento delle prestazioni atletiche, all’ottimizzazione della composizione corporea tramite la riduzione della massa grassa e alla prevenzione di alcune patologie. Sebbene gli integratori proteici di origine vegetale stiano guadagnando sempre più popolarità, le proteine animali si sono dimostrate superiori rispetto a quelle vegetali per le prestazioni atletiche. La reale efficacia delle proteine vegetali nel potenziare le prestazioni sportive è ancora oggetto di studio, poiché le evidenze scientifiche disponibili mostrano risultati contrastanti.


Proteine vegetali: benefici limitati in ambito sportivo

Le proteine, in quanto macronutrienti essenziali, rivestono un ruolo cruciale per la salute umana. In particolare, le proteine di origine animale sono ampiamente riconosciute dalla scienza della nutrizione per la loro superiore qualità rispetto a quelle di origine vegetale. Diversi studi hanno evidenziato che le proteine vegetali offrono benefici limitati in ambito sportivo: non sembrano migliorare le prestazioni di resistenza, possono ostacolare i guadagni di forza muscolare ottenuti con l’allenamento negli individui sani e, persino le proteine della soia presentano tassi di sintesi proteica muscolare inferiori rispetto a quelle del siero del latte, del latte e della carne bovina.

Nonostante questi risultati, le proteine della soia e del pisello sono considerate integratori promettenti per supportare la sintesi proteica muscolare e le prestazioni fisiche. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per confermare tali benefici. Un recente studio si è proposto di valutare l’efficacia delle proteine di origine vegetale sulle capacità atletiche in diverse fasce d’età, sia giovani che anziane. L’indagine ha analizzato l’impatto di queste proteine sulla forza muscolare, sulle prestazioni di resistenza e sul tasso di sintesi proteica muscolare, confrontandole con fonti proteiche animali, con una dieta a basso contenuto proteico e con una dieta priva di proteine.

Lo studio ha analizzato diverse proteine di origine vegetale, tra cui quelle di soia, piselli, miscele di proteine vegetali, grano, patate, mais, fagioli mungo e fave. Per valutare gli effetti delle proteine vegetali sulle capacità atletiche in individui sani, i ricercatori hanno esaminato tutti gli studi clinici randomizzati esistenti sull’argomento e ne hanno identificati 2.152. Dopo un’attenta selezione, ne hanno scelti 31 che rispettavano criteri rigorosi per la meta-analisi, attraverso un processo di revisione indipendente, estrazione dei dati e valutazione del rischio di bias da parte di due revisori esperti. Si tratta di un’analisi di alta qualità scientifica, supportata dal sistema GRADE, un metodo rigoroso e trasparente per valutare l’affidabilità delle evidenze disponibili.


Perché le proteine vegetali non forniscono vantaggi superiori rispetto a quelle animali?

I risultati dello studio hanno mostrato che gli integratori proteici di origine vegetale apportano benefici alle prestazioni atletiche solo quando confrontati con una dieta priva di proteine o con un basso apporto proteico. Infatti, quando il confronto è stato effettuato con le proteine animali, le proteine vegetali si sono rivelate meno efficaci nel migliorare le capacità atletiche, sia nei giovani che negli anziani. In particolare, le proteine animali derivanti da fonti come il siero del latte, il latte e la carne bovina, hanno mostrato un impatto superiore sulla forza muscolare e sulle prestazioni fisiche negli individui sani. Al contrario, le proteine di origine vegetale non si sono dimostrate più efficaci delle proteine animali nel migliorare la sintesi proteica muscolare, la forza e la resistenza.

Questa revisione sistematica e meta-analisi conferma che, sebbene le proteine vegetali offrano benefici rispetto a diete povere o prive di proteine, non forniscono vantaggi superiori rispetto alle proteine animali. La ragione principale risiede nel profilo amminoacidico delle proteine vegetali, come quelle di soia, piselli e quinoa, che risulta meno completo rispetto a quello delle proteine animali. Questo dato è in linea con precedenti meta-analisi, le quali hanno evidenziato che le proteine animali tendono a favorire maggiormente l’aumento della massa muscolare magra, soprattutto nei giovani adulti. In particolare, le fonti proteiche come la carne bovina, il siero del latte e il latte hanno mostrato un’efficacia superiore rispetto alle proteine vegetali nel migliorare la forza muscolare e le performance nello sport.

Gli integratori e le diete ad alto contenuto proteico rappresentano un ambito promettente nella nutrizione sportiva e continuano ad essere oggetto di ricerca per consolidare ulteriormente le evidenze disponibili. Oggi, le evidenze vanno sempre più nella direzione di una chiara superiorità delle proteine animali rispetto a quelle vegetali, non solo in termini di sintesi proteica muscolare e di benefici per la salute, ma anche di miglioramento delle prestazioni atletiche.

Agronomo e divulgatrice scientifica. Autrice e coautrice di 11 pubblicazioni scientifiche e di numerosi articoli riguardanti l’alimentazione umana e gli impatti della stessa sulla salute e sull’ambiente, nel 2010 ha conseguito il titolo di DoctorEuropaeus e Ph. Doctor in Produzioni Animali, Sanità e Igiene degli Alimenti nei Paesi a Clima Mediterraneo. Cura GenBioAgroNutrition, “un blog a sostegno dell’Agroalimentare Italiano, della Dieta Mediterranea e della Ricerca Biomedica, contro la disinformazione pseudoscientifica”, che aggiorna quotidianamente.